Onorevole
Consigliere Federale
Beat Jans
Direttore del DFGP
3000 Berna
[email protected]
Lugano, 15 luglio 2026
Procedura di consultazione: modifiche della LAFE
Onorevole Signor Consigliere Federale Jans,
Gentili Signore ed Egregi Signori,
La Camera Ticinese dell'economia fondiaria (CATEF) è l'associazione che da oltre 60 anni tutela gli interessi dei proprietari immobiliari ticinesi.
Fra i nostri associati contiamo proprietari di case monofamiliari, di appartamenti, come anche proprietari privati o istituzionali di case a reddito, nonché amministratori e fiduciari immobiliari, tutti interessati dalle modifiche in oggetto. Vi ringraziamo pertanto per averci coinvolti nella presente procedura di consultazione permettendoci di trasmettervi le nostre osservazioni.
La CATEF esprime di seguito il suo profondo scetticismo in merito alla modifica della Legge federale sull’acquisto di fondi da parte di persone all’estero, oggetto della presente procedura di consultazione.
Sarebbe già sufficiente ricordare che la modifica della legge rappresenterebbe una sorta di controprogetto all’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni (iniziativa per la sostenibilità)” incentrato sulla penuria di alloggi riconducibile alla pressione migratoria. È un argomento di battaglia sostenuto da coloro che avevano lanciato l’iniziativa ma che non ha fatto molta presa, visto che l’iniziativa popolare è stata bocciata con confortevole maggioranza. Del resto il rapporto della Fahrländer & Partner Raumentwicklung AG commissionato dallo stesso Dipartimento di Giustizia giunge alla conclusione che la presenza dell’investitore straniero nel residenziale è ininfluente dal profilo della dotazione di unità abitative. È infatti la propensione all’investimento che ne determina la dotazione e l’aggiornamento, propensione che si muove in funzione della consistenza della domanda, tenendo presenti gli innumerevoli ostacoli che si frappongono fra la fase intenzionale e la fase realizzativa. Percorsi che sono stati sviscerati con dovizia nel piano d’interventocontro la penuria di abitazioni, la cosiddetta tavola rotonda del 13 febbraio 2024 promossa dal Dipartimento dell’economia. Tutto quanto per dire che il problema “alloggio”, che si manifesta poi solo in pochi capoluoghi dell’Altopiano, non è correlato con la presenza di investitori stranieri.
La parte più consistente della modifica della legge rappresenta de facto la cancellazione dell’apertura decisa diversi anni fa a favore dei volumi destinati alla produzione di beni e di servizi, alberghieri compresi. Per farla breve, dove si lavora.
Attualmente si argomenta che l’apertura di allora fu dettata da particolari esigenze congiunturali che oggi risultano superate. Un’altra motivazione che si potrebbe confutare. Dopo molti anni si sostiene che la crisi di allora è stata superata e che oggi ci troviamo in una situazione tranquilla e promettente. Sinceramente l’argomentazione è veramente al limite se non irriverente nei confronti di coloro che hanno avuto e hanno tuttora fiducia negli spazi utili alla nostra economia. Oggi sarebbero confrontati con il diktat “puoi comperare solo se l’utilizzi TU”.
Quello che più sorprende, dopo il vincolo di utilizzare il fondo unicamente per la propria attività, è l’inasprimento dell’acquisto di quote di società immobiliari residenziali quotate in una borsa svizzera, di fondi e di società immobiliari incentrare sul non residenziale. In altre parole si propone di limitare se non vietare l’acquisto di parti od azioni quotate in borsa.
La critica dal mondo della finanza è veemente non da ultimo per il mostro burocratico che si andrebbe a creare senza dimenticare l’effetto domino e lo sconcerto degli investitori istituzionali e dei gestori patrimoniali. Possiamo aggiungere anche il particolare momento del cambiamento epocale con il quale si confrontano tutte le economie mature, compresa ovviamente la nostra. Il processo di adattamento richiederà una importante dotazione finanziaria difficilmente reperibile in casa per intero. Ben venga quindi la partecipazione dello straniero al suo finanziamento, finanziamento non riconducibile ad un singolo oggetto ma ad un intero comparto. Chi investe in borsa dà sempre un’occhiata alla società quotata ma non si identifica con uno o pochi oggetti. Non va inoltre sottovalutata la dinamica delle quotazioni di quelle società che sono inserite proprio per la loro stabilità in buona parte dei patrimoni del previdenziale. La cosiddetta proprietà indiretta.
Sempre a proposito del quotato è bene tenere anche conto della presenza dei capitali esteri nelle nostre industrie di cartello quotate in borsa, come per esempio l’industria farmaceutica. Basti pensare a quei fondi esteri che in pratica possono determinare, grazie alla loro forza contrattuale, la governance e la delocalizzazione. Va pure riconosciuto che a questi soggetti economici la bandiera non interessa più del tanto. Interessa invece ben di più la tutela dell’investimento e di riflesso la salute e la crescita dell’azienda. L’analogia con il quotato in borsa è evidente anche se la sostanza immobiliare, sempre che il paese regga ed evolva, richiama maggiormente l’investimento obbligazionario.
Anche l’obbligo di subordinare l’acquisto della residenza principale all’obbligo di alienare la stessa al momento della partenza da parte di cittadini che non appartengono all’Unione Europea o all’ Associazione europea di libero scambio non ci sembra un’ottima idea. Tutti i cittadini al di fuori del nostro Continente verrebbero colpiti da questo obbligo. In pratica il resto del mondo. A parte il particolare momento che non ci vede ai vertici della simpatia ci sembra che con questa ingiunzione si vada a colpire dirigenti d’aziende, ricercatori e portatori di relazioni e soggetti interessanti dal profilo fiscale. Insomma non un segnale invitante.
Da ultimo non riteniamo utile ridurre il contingente annuo delle vendite delle seconde residenze.
Buona parte delle regioni conoscono delle decrescite evidenti ed è già confrontata con disposizioni legislative pesanti come la limitazione delle zone edificabili in esubero dovuta all’applicazione della legge federale sullo sviluppo territoriale ed alle limitazioni fissate dalla Lex Weber. Per queste regioni va ancora garantito uno spazio di mercato soprattutto per non consegnare al degrado la sostanza esistente, per intenderci quella costruita prima dell’entrata in vigore della Lex Weber.
Tutto quanto premesso siamo convinti che la modifica proposta non si giustifichi. Non riserva la proprietà in maggior misura ai residenti ed è ininfluente per il mercato dell’alloggio. Del resto solo pochi anni fa si era anche disposti a mettere in discussione l’abolizione dell’intera legge.
Vi ringraziamo per averci interpellato e ci scusiamo per avere magari sostenuto con troppo vigore le nostre convinzioni. Vi assicuriamo che non è per interesse di parte ma piuttosto per preoccupazioni d’ordine burocratico, di coerenza e di confronto con la realtà delle cose.
Vogliate gradire, Onorevole Signor Consigliere Federale ed egregi Signori, i sensi della nostra alta considerazione.
La Segretaria Cantonale
Avv. Renata Galfetti
Il Presidente Cantonale
Lic. rer. pol. Gianluigi Piazzini