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A.c.a Signor Viktor Rossi
Cancelliere della Confederazione
3000 Berna

Lugano, 2 marzo 2026


Procedura di consultazione: riorganizzazione delle commissioni extraparlamentari nel quadro della verifica 2025



On. Signor Cancelliere Rossi,

La Camera Ticinese dell’Economia Fondiaria quale associazione che promuove la proprietà immobiliare e tutela gli interessi dei proprietari immobiliari ticinesi da quasi 70 anni, si occupa quotidianamente dei temi oggetto di discussione in seno alla Commissione federale delle abitazioni e almeno dall’inizio del 1990 è membro della Commissione federale delle Abitazioni.
Essa è quindi direttamente toccata dalla proposta in consultazione e ringraziando per essere stata consultata formula di seguito la sua presa di posizione limitando le sue osservazioni a questa Commissione.


Premessa

Dalla documentazione trasmessa con la proposta in oggetto emerge che il Controllo parlamentare dell’amministrazione (CPA) è giunto alla conclusione che “le prestazioni fornite dalle commissioni poggiano su basi materiali solide e ampiamente riconosciute e che sono fornite tempestivamente ai vari destinatari”.  Ciò nonostante la Commissione della gestione del Consiglio degli Stati rileva la necessità di intervenire in particolare per quel che concerne le decisioni istitutive e la verifica periodica della ragione d’essere di tali commissioni. Ha quindi deciso di verificare quali commissioni sciogliere o fondere e di analizzare in un secondo tempo la composizione delle commissioni e le decisioni istitutive. Si vuole poi limitare l’attività delle lobby nei confronti del Parlamento e dal profilo giuridico disciplinare meglio il loro scopo.
Per raggiungere tali obiettivi si propone in particolare lo scioglimento di nove commissioni extraparlamentari, la riduzione del numero di membri della Commissione delle professioni mediche e la fusione di diverse altre commissioni.

Nel merito

L’avanprogetto propone l’eliminazione della Commissione federale delle abitazioni, ciò che permetterebbe un risparmio di fr. 10'000. L’occasionale necessità di informazione sinora fornita dalla CFAB potrebbe d’ora innanzi essere sopperita con incarichi a gruppi di lavoro ad hoc o a uffici privati.
La Commissione federale delle Abitazioni è composta in maniera piuttosto ampia, comprendendo associazioni che conoscono molto bene i temi principali in discussione quali il mercato dell’alloggio, la locazione, la pianificazione del territorio, le prescrizioni energetiche per gli immobili, lo sfitto ecc. Fra le associazioni che ne fanno parte troviamo in primo luogo le associazioni che rappresentano i proprietari immobiliari rispettivamente gli inquilini, così come altre associazioni che conoscono più marginalmente i temi, come ad esempio i rappresentanti del Seniorenrat, piuttosto che dei sindacati (in linea con l’ASI), della SIA ecc. che sono comprensibilmente meno preparati su questi temi e che possono quindi contribuire di meno alla discussione. Presenti sono anche dei funzionari di altri uffici federali che tendenzialmente partecipano soprattutto per coordinare l’attività con quella degli altri uffici.
I sottoscritti Presidente e Segretaria cantonali della CATEF sono stati membri della Commissione Federale per 12 rispettivamente 16 anni. L’esperienza accumulata ci permette quindi di esprimere la nostra presa di posizione in piena conoscenza di causa, avendo poi dovuto – al termine del periodo - delegare altri rappresentanti.

Anzitutto osserviamo che la Commissione ha sempre funto da luogo di discussione, scambio di idee già a livello embrionale, e questo è di grande utilità sia nella discussione fra le parti - che col tempo si conoscono anche molto meglio - sia perché si può contribuire ad orientare sin dall’inizio i contenuti delle proposte che vengono poi presentate e poste in consultazione.
Anche l’apporto che può essere fornito dai componenti della commissione non va sottovalutato. Una realtà come il Ticino può essere di grande interesse perché di fatto costituisce un piccolo laboratorio con numerose caratteristiche che lo rendono molto interessante e unico: abbiamo zone cittadine e rurali, altre a prevalenza abitativa, commerciale o di montagna, luoghi di grande prestigio e altre discoste e piuttosto povere; abbiamo un mercato di case primarie o secondarie, abbiamo zone agiate e altre molto meno, come zona di frontiera abbiamo un numero impressionante di frontalieri con problematiche particolari e mentalità diversa. Sono aspetti che tocchiamo e sperimentiamo giornalmente, e che – col dovuto rispetto - difficilmente possono essere riportati dagli incaricati di qualche studio d’Oltre Gottardo…La mancata considerazione di questi aspetti impoverisce indubbiamente la discussione.
Non da ultimo la commissione permette anche ai suoi membri di disporre d’informazioni di qualità e di grande utilità nell’ambito delle discussioni a livello cantonale, come anche nell’ambito di procedure di consultazione o collaborazioni a livello nazionale, potendo così contribuire a riportare dall’inizio la discussione sui giusti binari.
In un ambito tanto delicato come quello immobiliare, assistiamo purtroppo sempre più a rappresentanti di categoria che assumono atteggiamenti inaccettabili, assolutamente non collaborativi e che rifiutano il dialogo. L’esperienza passata aveva ben mostrato come una collaborazione costruttiva fosse possibile anche con il Mieterverband svizzero tedesco (si pensi ai lavori per la modifica del diritto di locazione nell’ambito dell’apposito gruppo di lavoro indetto dall’allora Consigliera federale, on. Doris Leuthard) mentre altrettanto non può essere detto per i colleghi romandi. Certo, sono rapporti che vanno coltivati e non è sufficiente inviare alla riunione un funzionario, che magari cambia anche di frequente e che non ha quindi né le conoscenze né l’autonomia per muoversi in maniera costruttiva.

Bisogna riconoscere che l’UFAB, come senz’altro anche altre commissioni, potrebbe essere migliorata. Allo scopo suggeriamo quanto segue:

  1. Riduzione del numero dei membri
  2. Eliminazione del limite massimo degli anni
  3. Eliminazione dei vincoli di sesso ed età
  4. Ampio spazio all’esperienza e ad una valutazione più a lungo termine

  1. Riduzione del numero dei membri
    Il fatto di ridurre il numero dei membri non è suggerito per ridurre i costi – invero estremamente modesti (di soli fr. 10'000) della commissione - ma bensì per snellire e facilitare la discussione. Si consiglia quindi di coinvolgere e designare persone rappresentative delle diverse zone svizzere e dei loro particolari mercati e problemi, ben cognite della materia, con esperienza, disponibili ad assumersi il compito e a lavorare in maniera concreta e che dispongano – possibilmente – di un’ampia libertà decisionale.

  2. Eliminazione dei vincoli di sesso ed età
    Trovare persone con simili caratteristiche non è scontato, sicché - se si vuole puntare alla qualità – si dovrà rinunciare a certi requisiti di forma e controproducenti, come il sesso, la lingua e l’età, mentre l’equilibrio fra le regioni e i gruppi d’interesse rimane indispensabile.

  3. Eliminazione del limite massimo degli anni di presenza
    Infine visto che l’esperienza matura col tempo e non è certo scontato trovare le persone adatte, specie poi all’interno di piccole strutture, quand’anche molto attive, riteniamo che dovrebbe anche venire a cadere il limite della durata massima di carica. Riteniamo opportuno dare le linee indicative all’associazione che può però delegare la persona più adatta. Non nascondiamo di avere assistito più volte alla presenza di rappresentanti poco idonei, sia dal profilo conoscitivo, come anche linguistico, nonostante invece la struttura che le demandava avrebbe avuto al suo interno una persona perfettamente adatta alla funzione, ma che non rientrava nei requisiti richiesti dalla normativa vigente. Associazioni piccoline con poco ricambio possono trovarsi oggettivamente in difficoltà nel sostituire un loro rappresentante ciò che alla fine è controproducente sia per loro, sia per la discussione e per lo scopo della commissione.

  4. Ampio spazio all’esperienza e ad una valutazione più a lungo termine
    Purtroppo troppo spesso si affrontano le situazioni senza considerare sufficientemente il passato, sicché vengono proposte soluzioni o commenti che in verità erano già state discusse (e magari respinte) in precedenza.
    Sovente vengono anche descritte delle situazioni, o tenuto conto di statistiche, che si fondano su un periodo troppo breve che non permette di contestualizzare e di elaborare delle valutazioni complete: ad esempio si sottolinea che le pigioni sono aumentate e si dimentica di rilevare come in verità negli anni precedenti si è assistito ad una riduzione molto più importante, sicché si sta recuperando il divario negativo e non invece aumentando…. Nelle città assistiamo a due tipi di mercati (quello libero per i più abbienti e quello convenzionato). L’esperienza favorisce indubbiamente valutazioni più complete e accurate.


Conclusione

Riteniamo che il mercato dell’alloggio necessiti di una piattaforma di dialogo regolare e continua che apporti tramite dei rappresentanti qualificati le sue conoscenze e la sua esperienza sia alle autorità, sia ai colleghi.
Affinché questo scambio d’idee possa essere costruttivo, è necessario che ci si concentri su persone con esperienza concreta e buona conoscenza della materia, evitando di dovere sottostare a vincoli restrittivi e inutili (età, sesso, lingua, limite temporale massimo di permanenza ecc.), che sono poi controproducenti.
Le commissioni ad hoc possono indubbiamente essere utili su temi precisi e in situazioni particolari, ma il dialogo fra le parti e lo scambio di conoscenze deve essere regolare e continuo e non può essere sostituito da commissioni ad hoc, occasionali, e la cui composizione dipende di volta in volta, a dipendenza della materia trattata.

Per i motivi suesposti ci opponiamo quindi all’abolizione della Commissione federale delle Abitazioni.


Con i migliori saluti.

La Segretaria Cantonale
Avv. Renata Galfetti

Il Presidente Cantonale
Lic. rer.pol. Gianluigi Piazzini