Da alcuni giorni il popolo sovrano è chiamato ad esprimersi su due temi di notevole importanza. Il primo concerne il mantenimento della nostra forza contrattuale ed il secondo concerne la gestione coordinata e l’ampliamento della rete stradale di valenza nazionale attingendo ad uno specifico fondo ancora da crearsi.

Il primo tema propone l’allineamento dell’imposizione delle società giuridiche, in pratica di tassarle tutte allo stesso modo, abbandonando così la tassazione agevolata delle società con statuto speciale, tassazione che ha contributo a favorire il loro insediamento di qualità e di blasone con notevoli ritorni per il nostro erario e soprattutto per la nostra immagine. A tal proposito basti pensare che la metà dell’incassato della Confederazione per le persone giuridiche è oggi garantito da questo tipo di società. Per il nostro Cantone l’incidenza è di oltre un quinto.
In pratica si è deciso, perché così richiesto, un compromesso di allineamento che comporta la riduzione dell’imposizione delle società “ordinarie”, in pratica le nostre e l’aumento di quelle a statuto speciale. Una manovra equilibrata e soppesata, sdoganata dal Parlamento e dalla maggioranza dei partiti di Governo e dai Cantoni in blocco, e che come sappiamo non è scevra di rischi e di qualche contraccolpo iniziale. A questo punto ci sembra giusto sottolineare che i veri beneficiari di questa manovra sono tutte le nostre aziende, quelle piccole e medie aziende che rappresentano l’ossatura del Paese; esse verseranno infatti meno imposte rispetto ad oggi liberando così disponibilità per futuri investimenti, mentre quelle finora definite a statuto speciale, spacciate oggi ad effetto come multinazionali, dovranno invece versarne di più.
Da ultimo ci sembra utile ribadire che l’allineamento è richiesto dalle nazioni industrializzate OCSE e non solo da quelle europee. Insomma l’esercizio ci viene imposto da altri e rispecchia l’impegno comune di queste nazioni.  Dove si produce vanno versate di regola le imposte e se si giocasse “fuori casa” vanno pagate le imposte ordinarie del Paese ospitante senza nessuna agevolazione.

Il secondo tema è molto più semplice. Per finanziare la rete delle strade nazionali ed il suo ampliamento si è deciso a livello federale di creare un fondo autonomo come quello per la ferrovia equiparando così i due vettori. Ognuno avrà perciò il suo fondo favorendo così la trasparenza e l’utilizzo, evitando continui prelievi trasversali in genere a scapito del trasporto privato o meglio dell’automobilista. Per il Ticino la posta in gioco è altissima. In palio il collegamento verso Locarno e la Mendrisio-Stabio come pure l’eliminazione dei problemi di capacità.

Richiamando quanto sopra e le raccomandazioni di voto del Consiglio Federale e del Parlamento, il Consiglio Direttivo della CATEF, la Camera Ticinese dell’Economia Fondiaria, raccomanda di accettare la legge denominata RIFORMA III come pure la creazione del fondo FOSTRA.


Lugano, 23 gennaio 2017