Comunicati stampa

2018


  • Proposta di revisione della Legge sullo sviluppo territoriale

    01 ottobre 2018


    Da tempo la CATEF rendeva attente Istituzioni, Associazioni di riferimento ed Autorità comunali della consegna del territorio ad una pianificazione dettata dall’alto, gestita da un pugno di funzionari cantonali, sotto la responsabilità diretta del Governo. Una consegna non per domani e neppure per dopodomani. Il tempo necessario per aggiornare i piani regolatori, per dimostrare la capacità di garantire una gestione di qualità dell’esistente e di presentare una visione fattibile per il futuro. Un processo di indirizzo e di tutela al quale potrà assistere in tribuna il Gran Consiglio ormai svuotato delle sue competenze.

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  • Pubblicati i dati delle abitazioni vuote

    12 settembre 2018


    Da tempo la Camera Ticinese dell'Economia Fondiaria - CATEF, l’associazione che tutela l’economia fondiaria e gli interessi dei proprietari immobiliari singoli e collettivi, sottolineava che alcune sbavature di natura tecnica nel rilevamento delle abitazioni vuote e qualche resistenza da parte di alcuni amministratori immobiliari nel segnalare disponibilità considerate di poco conto, alimentavano uno scollamento - per difetto - fra la disponibilità di alloggi vuoti censita e quella reale, in realtà sensibilmente maggiore.

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  • SI alla Riforma fiscale e sociale

    12 aprile 2018


    La realtà dei fatti parla da sola!Un paese che si indebolisce non interessa a nessuno!SI alla Riforma fiscale e sociale.In una situazione di aperta competizione fra i Cantoni, tesa ad attrarre e difendere capitali, un segnale maldestro avrebbe conseguenze assai negative per il nostro Cantone,  già confrontato con un difficile processo di conversione imposto dal cambiamento epocale in atto.Oltre a trovarci in un contesto da fondo classifica alla luce dei parametri socio-economici utilizzabili, il tutto risulta pure appesantito dalla formidabile rete sociale ed esposto ad una dinamica impositiva che fa perno sul capitale e sulle aziende ad alto valore aggiunto.In breve, siamo trainati in modo significativo da patrimoni rilevanti e da aziende di grosso calibro.Abbiamo un sistema fiscale molto sociale per cui una parte non indifferente del Paese non versa imposte ed un’altra, a partita “zero”, riceve di ritorno quanto versa sotto forma di sostegni e sussidi vari. Di ciò va tenuto conto.A livello internazionale il tema fiscale, oltre alla guerra sui dazi, è all’ordine del giorno soprattutto  per i patrimoni delle persone fisiche.Non per nulla diverse nazioni europee ed il mondo anglosassone hanno lanciato programmi d’acquisizione di questi soggetti economici senza particolare pudore.La proposta formulata dal Governo e fatta propria da una solida maggioranza del Parlamento va quindi sostenuta con convinzione.Le guerre di religione non servono! È sufficiente prendere atto dell’evidenza dei fatti.Tutto quanto premesso e soppesando il rischio dell’effetto domino il Consiglio Direttivo della CATEF raccomanda di accettare la proposta formulata dalle nostre istituzioni, che contiene peraltro anche qualificanti elementi sociali  di cui è doveroso prendere atto!Lugano, 12 aprile 2018

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2017


  • Le osservazioni della CATEF alla proposta di modifica del piano direttore

    21 ottobre 2017


    Gentili Signore,Egregi Signori,In allegato troverete la risposta della CATEF – l’associazione che da oltre 50 anni rappresenta l’economia fondiaria e la proprietà – alla modifica del piano direttore messa in consultazione dal Governo. Anticipiamo di seguito alcune nostre considerazioni ivi sviluppate.Il tenore delle risposte riportate dalla stampa confermano, pur con differenti intensità, le riserve e le preoccupazioni espresse nella nostra risposta alla consultazione.Fra le altre cose noi riteniamo che la presentazione, pur riconoscendo l’impegno profuso, sia stata troppo sintetica e nebulosa con particolare riferimento al dimensionamento ed all’allocazione su scala cantonale delle destinazioni funzionali afferenti al lavoro, allo svago, alla mobilità pubblica e privata, alla residenza, alle infrastrutture pubbliche e quant’altro.La prova è la levata di scudi da parte dei Comuni, di alcuni partiti di governo e delle associazioni economiche di riferimento.Sulla base di questa considerazione la CATEF chiede perciò al Governo di predisporre una seconda consultazione dopo aver calibrato le prese di posizione pervenute dalle istituzioni più significative facendo emergere convergenze costruttive.In gioco vi è lo sviluppo sostenibile per i prossimi 30 anni che non può venir affidato solo ad un pugno di volenterosi funzionari senza la condivisione ed il controllo da parte del mondo politico e di riflesso anche da parte della società civile.A tal proposito la CATEF ritiene che le competenze a livello legislativo vadano rivisitate e se del caso modificate nell’intento di contenere la prevalenza del tecnico sul politico.La CATEF si dichiara inoltre contraria all’istituzione di un piano cantonale per l’alloggio convenzionato che andrebbe ad aggiungersi alla pletora di altri piani che già ingessano il Paese.Le direttive nazionali per il finanziamento degli enti di interesse pubblico sono più che sufficienti. Basta solo applicarle.Per quanto concerne il disciplinamento della seconda residenza in zona lago, lo consideriamo un inutile doppione alla Lex Weber.Per l’obbligo di costruire si ricorda la sua genesi, per cui la sua applicazione va indirizzata prevalentemente in presenza di importanti complessi strategici la cui edificazione è stata concordata con abbuoni edificatori fra ente pubblico e proprietari.Le osservazioni complete sono visionabili qui.Lugano, 23 ottobre 2017

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  • La CATEF sostiene la RIFORMA III e la creazione del fondo FOSTRA

    23 gennaio 2017


    Da alcuni giorni il popolo sovrano è chiamato ad esprimersi su due temi di notevole importanza. Il primo concerne il mantenimento della nostra forza contrattuale ed il secondo concerne la gestione coordinata e l’ampliamento della rete stradale di valenza nazionale attingendo ad uno specifico fondo ancora da crearsi.Il primo tema propone l’allineamento dell’imposizione delle società giuridiche, in pratica di tassarle tutte allo stesso modo, abbandonando così la tassazione agevolata delle società con statuto speciale, tassazione che ha contributo a favorire il loro insediamento di qualità e di blasone con notevoli ritorni per il nostro erario e soprattutto per la nostra immagine. A tal proposito basti pensare che la metà dell’incassato della Confederazione per le persone giuridiche è oggi garantito da questo tipo di società. Per il nostro Cantone l’incidenza è di oltre un quinto.In pratica si è deciso, perché così richiesto, un compromesso di allineamento che comporta la riduzione dell’imposizione delle società “ordinarie”, in pratica le nostre e l’aumento di quelle a statuto speciale. Una manovra equilibrata e soppesata, sdoganata dal Parlamento e dalla maggioranza dei partiti di Governo e dai Cantoni in blocco, e che come sappiamo non è scevra di rischi e di qualche contraccolpo iniziale. A questo punto ci sembra giusto sottolineare che i veri beneficiari di questa manovra sono tutte le nostre aziende, quelle piccole e medie aziende che rappresentano l’ossatura del Paese; esse verseranno infatti meno imposte rispetto ad oggi liberando così disponibilità per futuri investimenti, mentre quelle finora definite a statuto speciale, spacciate oggi ad effetto come multinazionali, dovranno invece versarne di più.Da ultimo ci sembra utile ribadire che l’allineamento è richiesto dalle nazioni industrializzate OCSE e non solo da quelle europee. Insomma l’esercizio ci viene imposto da altri e rispecchia l’impegno comune di queste nazioni.  Dove si produce vanno versate di regola le imposte e se si giocasse “fuori casa” vanno pagate le imposte ordinarie del Paese ospitante senza nessuna agevolazione.Il secondo tema è molto più semplice. Per finanziare la rete delle strade nazionali ed il suo ampliamento si è deciso a livello federale di creare un fondo autonomo come quello per la ferrovia equiparando così i due vettori. Ognuno avrà perciò il suo fondo favorendo così la trasparenza e l’utilizzo, evitando continui prelievi trasversali in genere a scapito del trasporto privato o meglio dell’automobilista. Per il Ticino la posta in gioco è altissima. In palio il collegamento verso Locarno e la Mendrisio-Stabio come pure l’eliminazione dei problemi di capacità.Richiamando quanto sopra e le raccomandazioni di voto del Consiglio Federale e del Parlamento, il Consiglio Direttivo della CATEF, la Camera Ticinese dell’Economia Fondiaria, raccomanda di accettare la legge denominata RIFORMA III come pure la creazione del fondo FOSTRA.Lugano, 23 gennaio 2017

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2016


  • Comunicato di fine anno

    02 dicembre 2016


    Il Consiglio direttivo della CATEF - la Camera Ticinese dell’Economia Fondiaria - nell’ambito dei suoi lavori di fine anno, ritiene le considerazioni che seguono attuali e divulgabili.Il mercato registra una brusca correzione: lo testimoniano i rilevamenti statistici, le commesse e l’elargizione dei crediti ipotecari. Del resto l’euforia degli ultimi dieci anni è stata alimentata dall’aumento della popolazione residente, dall’immigrazione, dal costo del denaro, dalla miserabile resa dell’investimento cartaceo, dalla volontà di dotarsi di una residenza in proprietà a sostegno della propria previdenza, dalla presenza di un costo del denaro interessante se non irripetibile e da ultimo, dal definitivo sdoganamento dell’appartamento in condominio. Queste componenti hanno perso una parte della loro vivacità dettando così l’angolatura del rientro. Ciò non significa che non sia possibile soddisfare le proprie ambizioni, anzi! Ora si sceglie e magari si compera meglio.Pur in presenza di questo atterraggio più ruvido, è giusto sottolineare due parametri importanti.I proprietari della prima residenza hanno superato la quota del 40%, un target improponibile solo un paio di decenni fa, raggiunto grazie ad un atteggiamento intelligente e responsabile di migliaia di singoli nuovi proprietari. Aggiungiamo che con la seconda residenza la quota in proprietà supererebbe il 50%!Il tasso di sfitto nel residenziale è aumentato in modo vistoso superando la quota dell’1,3%; è quindi ben superiore ai limiti fissati dalle autorità federali per dichiarare il mercato in tensione. A medio termine alla luce della produzione installata è da prevedere che lo sfitto nei tessuti urbani raggiungerà l’1,5% annunciando così una disponibilità eccessiva.Preoccupa inoltre lo sfitto che si registra negli spazi destinati al commercio, alla produzione ed ai servizi (vedi uffici). Il cambiamento in atto ha preso una velocità improvvisa complice la dilatazione dei mercati, di per sé positiva, ed il progresso tecnico che stanno mettendo a soqquadro il mondo del lavoro. A questo fenomeno dovremo adeguarci modificando il modo di trasmettere il sapere ed aprendo di concerto con le forze imprenditoriali nuovi scenari percorribili. Termini come la decrescita felice o l’uso improprio “del giù le mani” non apportano nulla alla gestione del cambiamento, anzi la disorientano. Blindarsi contro l’automazione, la digitalizzazione ed i mercati aperti significherebbe un sicuro declino ed un’inutile perdita di tempo…Preoccupa pure il continuo degrado della forza decisionale del Parlamento ed in parte del Governo dovuta ad un dedalo soffocante di norme, indirizzi e competenze, in parte tagliate su misura. Le leggi nel loro contesto non sono mai malvagie ma è l’applicazione demandata che preoccupa, anche perché i verificatori sono poi quelli che la applicano e la dilatano. Ciò dovrebbe preoccupare anche i Comuni che stanno perdendo la propria autonomia. Insomma la burocrazia ha preso il sopravvento e di questo ben pochi si preoccupano preferendo il quotidiano e le chiacchiere.Riteniamo che lasciare in mano il paese a pochi illuminati di luce propria rappresenti non solo un pericolo ma anche un’indecorosa resa e mancanza di rispetto del paese e di coloro che l’hanno forgiato.Stupisce l’insicurezza giuridica. Ormai sull’altare del fare e dell’apparire si prendono dei rischi inammissibili in uno stato di diritto, rischi la cui verifica è poi oltretutto demandata ad istanze superiori. Con questo ritmo e con la consolidata attitudine del primo della classe il Tribunale Federale si vedrà costretto ad aprire una “cameretta” per il Ticino. A parte questa libertà ironica ed irriverente, è chiaro che le opinioni legali non vanno affidate ai giuristi interni ma ad uno staff superiore. La fattibilità non può essere confidata al “speriamo che ce la caviamo”.Si prende inoltre atto che l’operazione “aggiornamento delle stime” voluta dal Governo facendo perno sulla relativa legge sta, con l’avvenuta intimazione dei nuovi valori, volgendo al termine. Dalle prime reazioni sembrerebbe che l’aggiornamento, ovviamente non gradito, sia stato giudicato come responsabile apporto al piano di rientro delle finanze pubbliche promosso dal Governo ed avallato dal Parlamento. Questa disponibilità non significa e non può significare un ulteriore spazio di manovra per altro non più realizzabile a norma di legge. In poche parole: chi ha dato ha dato e la proprietà fino al 2025 non è più disponibile per tappare buchi o impegni non commisurati alla forza contrattuale del paese e scaricabili in modo indegno sul cittadino-pagatore.Da ultimo, allineandosi alle raccomandazioni del Consiglio Federale e della maggioranza parlamentare il Consiglio Direttivo si esprime a favore della nuova riforma dell’imposizione delle imprese denominata RIFORMA III. L’eliminazione della tassazione privilegiata delle società capofila e di sede è oggi patrimonio comune delle economie consolidate e mature. Il principio è semplice: dove si produce e si crea il profitto si tassa con le aliquote ordinarie del paese. Le persone giuridiche verranno quindi tassate tutte al medesimo modo cercando di trovare il giusto equilibrio. Non da ultimo la Riforma permetterà di consolidare la piazza finanziaria elvetica.Lugano, 2 dicembre 2016

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  • Aumento delle stime immobiliari

    29 aprile 2016


    Con la pubblicazione dell’intero programma di risanamento finanziario, è stato possibile al nostro Consiglio Direttivo iniziare l’entrata in materia sulle misure proposte e in particolare sul prospettato aumento dei valori di stima immobiliari . Intanto va ribadito, sempre che fosse necessario, che la nostra associazione non condivide il coinvolgimento dell’economia fondiaria nella manovra di risanamento finanziario, tanto più che non ci sembra di ricordare che analoghe manovre abbiano a livello nazionale fatto perno sul suo coinvolgimento. In poche parole, erodere il risparmio più volte tassato non è mai cosa saggia e testimonia purtroppo il clima da ultima spiaggia.La CATEF deplora inoltre le continue frammentarie e pasticciate fughe di notizie che hanno disturbato il clima d’entrata in materia sul programma che, ed è bene ricordarlo, gode del pieno sostegno del Governo.Deplora pure i tatticismi e le polverose manovre di assenso a geometria variabile.Pur non essendo per ora in grado di esprimersi compiutamente, il Consiglio Direttivo prende atto che la manovra fa perno principalmente sulla proprietà immobiliare, residenziale ed aziendale, ed ancora una volta sugli automobilisti. Eccellenti categorie, come sappiamo, di cittadini pagatori.Un assaggio cifrato: l’aumento del valore della sostanza immobiliare di ca. 10 miliardi porterà alle casse pubbliche ben 60 milioni aggiuntivi all’anno!Va inoltre precisato che sulla base della vigente Legge sulle stime è facoltà del GOVERNO di aggiornarle ogni 4 anni qualora i fattori del paniere di riferimento definito nella legge stessa abbiano conosciuto un aumento significativo (+/- 25%).Quindi, seppur a denti stretti, non possiamo che prendere atto di questa facoltà offerta dalla legge, a condizione che la verifica tecnica delle componenti del paniere non la vanifichi.Verifica che ovviamente dovrebbe interessare anche i partiti governativi, come pure le associazioni economiche di riferimento.In un clima d’abbraccio forzato va comunque riconosciuta al nostro Governo la volontà di invertire il degrado strutturale delle finanze pubbliche, atto politico discutibile nella sua composizione, ma pur sempre confezionato con la prontezza a difenderlo nella sua completezza.Un atto politico ragguardevole. Per quanto ci riguarda, seppur messi all’angolo, non accetteremo mai sfilacciature o tentativi di chiamarsi fuori. Il messaggio è semplice: o tutti o nessuno.Sempre nell’ambito dell’entrata in materia, ci siamo chiesti se a questo punto non sia più avveduto attendere la revisione generale delle stime che inizierà nel 2023.Entro tale data si saprà l’esito dell’implementazione della riforma dell’imposizione delle società giuridiche che avverrà nella migliore delle ipotesi non prima del 2019, e l'impatto della correzione dell’imposizione degli alti redditi che si renderà necessaria per aggiornare la forza contrattuale del Cantone, oggi ormai scesa agli ultimi gradini della scala.Per concludere: pur scontando ulteriori approfondimenti il Consiglio Direttivo prende atto della facoltà concessa dalla Legge sulle stime - la legge sull’accertamento dei valori - e fa suo l’impegno del Governo di non più movimentare i valori prima della revisione generale che entrerà in vigore nel 2025, e soprattutto di mantenere in vigore gli attuali valori locativi ed applicare il medesimo approccio per la nuova sostanza ad uso proprio.A questo impegno con i proprietari la Catef chiama pure garanti tutte le forze politiche.

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2015


  • NO alla tassa di collegamento

    07 settembre 2015


    SpettabileSezione della mobilitàVia F. Zorzi 13CP 21706501 BellinzonaLugano, 7 settembre 2015Procedura di consultazione: Legge sui trasporti pubblici - tassa di collegamentoGentili Signore,Egregi Signori,La Camera Ticinese dell’Economia Fondiaria (CATEF) - che istituzionalmente si occupa dell’economia fondiaria e della difesa e diffusione della proprietà - ringrazia per essere stata interpellata e formula di seguito le sue osservazioni.In generaleLa proposta in oggetto dovrebbe costituire il naturale proseguimento di quanto deciso dal Gran Consiglio lo scorso mese di dicembre, quando ha respinto la proposta  di tassa di collegamento, adottando ciò malgrado una nuova formulazione dell’art. 35 LTP; in tale occasione ha pure incaricato il Governo di formulare un nuovo messaggio che esaminasse nel dettaglio tutti gli aspetti giuridici, economici e ambientali (cfr.  intervento in Gran Consiglio dell’on. Fabio Bacchetta Cattori relatore di maggioranza). La modifica in atto della Legge sui trasporti pubblici costituisce una rivoluzione oltre a che una primizia a livello nazionale. Una rivoluzione perché lo scorso mese di dicembre il Parlamento modificando l’art. 35 LTP ha abbandonato di fatto il principio secondo cui i grandi generatori di traffico - intesi come da dottrina consolidata i grandi centri commerciali e di svago - partecipassero alle spese per finanziare il collegamento alla rete di trasporto pubblico e per l’esercizio della relativa linea; ha invece optato per una soluzione del tutto nuova ed estranea a quanto avviene negli altri cantoni, secondo cui “Chi genera importanti correnti di traffico è tenuto a contribuire al finanziamento dell’offerta di trasporto pubblico tramite il versamento di una tassa di collegamento”. Il provento della tassa cui questi grandi generatori di traffico sarebbero tenuti, non servirà quindi come sinora a finanziare la tratta per collegare la propria struttura ai mezzi di trasporto pubblici delle immediate vicinanze ma bensì, per contribuire alle spese del trasporto pubblico in generale.   Sebbene abbia accettato il concetto di una tassa, il Parlamento ha però lasciato aperte sia la definizione di “grande generatore di traffico” sia l’entità della tassa stessa, subordinando questi elementi alla presentazione di un nuovo progetto (con un messaggio apposito e dettagliato) che entrasse maggiormente “nel merito degli aspetti giuridici, economici e ambientali conseguenti all’applicazione” di una tassa che tenga conto delle esigenze del traffico e del trasporto pubblico e privato. Alla luce della bozza di messaggio non si ritiene che quanto richiesto dal Parlamento sia stato sufficientemente sviluppato.   Paragonando la proposta di tassa formulata l’anno scorso con quella oggetto della presente procedura di consultazione emerge che sia l’entità della tassa stessa - passata da fr. 1 - 2.5 (+ eventualmente fr. 0.5/stallo di prelievo comunale) a fr. 1 - 5/stallo - sia il margine di manovra conferito al Consiglio di Stato, sono stati notevolmente aumentati; la tassa è addirittura raddoppiata! Parimenti si è assistito ad una diversa differenziazione dei proprietari,nel senso che ad essere chiamati alla cassa saranno in primo luogo i proprietari dei fondi che albergano lavoro, e di riflesso i lavoratori, mentre i generatori di traffico “originali” ossia i grandi centri commerciali e di svago e con loro i loro visitatori e consumatori, sottostaranno ad una tassa inferiore rispetto ai fondi che albergano lavoro; si vuole infatti tassare più pesantemente lo stanziale che l’uso intensivo del posteggio (vedi supermercato). Di questa proposta colpiscono in particolare: l’estensione della cerchia dei debitori della tassa, la differenziazione fra lavoratori e consumatori, l’applicazione uniforme su tutto il territorio cantonale senza che si tenga conto di situazioni diverse e in particolare del diverso carico sulle diverse tratte, l’entità esorbitante della tassa stessa, l’assenza di dati sugli sforzi intrapresi dalle ditte per invogliare l’uso di mezzi di trasporto collettivi e dei posteggi che sono già riusciti a togliere grazie ai loro mezzi di trasporto collettivi, l’indicazione circa le incidenze di simile tassa sui costi delle ditte ecc.Questo nuovo orientamento, oltre ad essere estraneo al sistema e alla dottrina in vigore in Svizzera, non sembra tenere conto né dei cambiamenti in atto a livello della tecnica automobilistica, che produce auto sempre meno inquinanti, né dei notevoli sforzi compiuti dalle ditte, che grazie ai loro provvedimenti sono riuscite e riusciranno ulteriormente a togliere molte auto dalla strada, né degli sforzi in questa direzione profusi da singoli comuni o città in collaborazione con la Confederazione e la SUPSI (cfr. La Regione 5 agosto 2015 “Gestire picchi di traffico”).Ci risulta peraltro che l’obiettivo di togliere dal sistema viario 3'500 vetture negli orari di picco sia già stato raggiunto o per lo meno che si sia sul vialone d’arrivo. Il recente rilevamento del traffico transfrontaliero segnala che il 91% dei veicoli in entrata in Ticino tra le 6’00 e le 9.00 è immatricolato in Italia e che i pendolari per lavoro erano l’83%; non vorremmo essere scortesi ma le risultanze erano già evidenti. Non pensiamo che ci si sposti di primo mattina per una scampagnata. Ma se non altro abbiamo due testimonianze: che i pendolari transfrontalieri sono dei lavoratori e che alla luce di diversi rilevamenti sono attivi nella manifattura e nei servizi avanzati. Anzi quest’ultima categoria è oggi prevalente. Basti pensare solo alle nostre strutture ospedaliere ed alla piazza finanziaria. Stiamo parlando quindi di gente qualificata che si sposta per lavorare e ciò vale ovviamente anche per i residenti. Svizzeri e non! Il fatto poi che la maggioranza, ben l’84% degli intervistati, dichiari di usufruire di un parcheggio riservato e gratuito a destinazione ci lascia scettici. Non vorremmo che sia frutto di una certa reticenza ad esporre eventuali trattenute o quant’altro. Il rilevamento sembrerebbe in ogni caso testimoniare un certo spazio per la ripercussione del balzello su chi lavora!Né può essere dimenticato il fatto che la Confederazione abbia deciso di ridurre la deducibilità delle spese professionali per il raggiungimento del posto di lavoro, introducendo un tetto  massimo di fr. 3000 per tali spese. Anche questo nuovo limite, contribuirà a dissuadere dei lavoratori dal venire al lavoro col mezzo privatoPer quanto riguarda la volontà di dissuadere e costringere l’utenza a servirsi dei mezzi pubblici, essa presuppone la vicinanza e la raggiungibilità in tempi ragionevoli fra posto di lavoro e la propria residenza. Al di là del fatto che è verosimile che chi è sulla tratta già oggi utilizza i mezzi pubblici, è pure criticabile che la tassa sarebbe dovuta da tutti indipendente-mente dalla disponibilità  o meno di trasporti pubblici e che non si prevedano neppure degli importi differenti a dipendenza della zona.Fra l’altro la rigidità dei trasporti pubblici e qualche sbaglio operativo non vengono mai messi in discussione. Che qualche cosa non abbia funzionato, pur con le consuete autocertificazio-ni, é un dato di fatto e a poco serve invocare la mobilità dolce della scarpa o della pedalata, oggigiorno ovviamente assistita, e che comunque non possono costituire di per sé una valida soluzione al problema del traffico. Il lavoro non si trova generalmente fuori dell’uscio di casa e ogni lavoratore lo può verificare personalmente. Medesimo ragionamento vale per il consumatore. La concentrazione di negozi è la nuova piazza e paradossalmente i supermer-cati soddisfano diversi consumi che i negozi tradizionali, sempre che ne esistano al di fuori di quelli di nicchia, non sono più in grado di soddisfare.Purtroppo, la mancata considerazione di questi aspetti, invero centrali in quest’ambito, hanno prodotto una proposta che non può essere condivisa.Per i motivi che precedono e quanto seguirà, la CATEF respinge quindi la proposta di modifica della LPT in oggetto. Più in particolare La nuova proposta è molto orientata sulla tassa, e ben poco o niente invece si sofferma sui mezzi di trasporto collettivi delle imprese o sugli incentivi affinché esse riducano spontanea-mente il traffico da e per la loro struttura. L’unica ricetta sembra essere la punizione: se non vi adeguate, pagherete profumatamente!! E comunque… pagherete molto anche se vi doveste adeguare….! Parimenti, è del tutto assente qualsiasi previsione sull’impatto economico della proposta tassa sulle imprese e i commerci generatori di lavoro. Stigmatizziamo in particolare sia la cerchia delle persone chiamate a versare una tassa, sia la destinazione della tassa stessa, sia la definizione di “tassa” applicata in questo contesto. In prima battuta la tassa proposta colpisce i proprietari di fondi sui quali loro, o i beneficia-ri di diritti di superficie, o inquilini a lungo termine, hanno installato almeno 50 posteggi o ancora, colpisce i piccoli proprietari che hanno pochi posteggi che sono però spazialmente o funzionalmente connessi con altri fondi che insieme contano almeno 50 posteggi. La CATEF è recisamente contraria a che ancora una volta siano i proprietari ad essere chiamati alla cassa per rimpolpare le finanze dello Stato, indipendentemente dal principio del “chi inquina paga”, trascurando completamente se siano loro che hanno o meno costruito i posteggi, e se possano o meno rivalersi sugli effettivi fruitori.Ciò peraltro, per uno scopo che è di evidente interesse pubblico e per il quale tutti devono essere chiamati a contribuire.La tassa proposta colpisce poi in seconda battuta (se i proprietari decidessero di rivalersi nei loro confronti) gli utilizzatori diretti dei posteggi e in primo luogo i lavoratori, che a dipendenza dei casi saranno chiamati a pagare una pigione più elevata per un posteggio (una parte è destinata a remunerare l’investimento del locatore e l’altra a coprire la nuova tassa statale). E’ ben vero che i proprietari non saranno tenuti a ripercuotere la tassa sugli inquilini o i beneficiari del diritto di superficie, che a loro volta lo metteranno a carico dei loro lavoratori o consumatori: è però ovvio che lo faranno: perché dovrebbero sopportare da soli questa nuova tassa, che non si sarebbero mai sognati di dovere un giorno versare?Il progetto non è neppure accettabile quando – a differenza di quando avveniva con la formu-lazione del vecchio art. 35 LTP, rinuncia a trovare una soluzione ai casi in cui il proprietario avesse concesso il fondo in diritto di superficie o in locazione per periodi prolungati, ciò che impedirebbe un aumento di pigione o dell’indennità per la servitù, fino alla scadenza del contratto, rimanendo quindi la tassa a esclusivo carico del proprietario del fondo.La proposta genera pertanto troppe disparità di trattamento: fra i proprietari a dipendenza che il loro fondo disponga o sia vicino ad altri fondi che complessivamente contino almeno 50 stalli; fra proprietari che potrebbero o meno ribaltare un aumento sui loro partner contrattuali, e ancora, fra i lavoratori che sarebbero o meno tenuti a versare una pigione maggiorata a dipendenza delle dimensioni del posteggio in cui posteggiano e indipendentemente dal grado di difficoltà a raggiungere il luogo di lavoro con i mezzi pubblici.Dalla lettura del progetto emerge poi chiaramente che l’obiettivo di fare cassa prevale su quello del contenimento del traffico. Se così non fosse sarebbero previsti incentivi molto più consistenti per la riduzione volontaria dei posteggi e per il trasporto collettivo; parimenti sarebbero esentate dalla tassa le zone dove la situazione del traffico non è problematica.La CATEF si oppone poi con veemenza al fatto che la proposta lasci un ampissimo margine di manovra al Consiglio di Stato circa l’entità della tassa, in ogni caso del tutto sproporzio-nata. Il controllo deve rimanere al Gran Consiglio.Il concetto di tassa è peraltro improprio in questo contesto: la tassa è un emolumento da versarsi in controprestazione di una prestazione ricevuta. Qui non esiste alcuna prestazione e il versamento è dovuto solo a dipendenza della vicinanza con altri posteggi o dalle dimensioni del posteggio stesso. Nessuna prestazione – che giustificherebbe una controprestazione finanziaria - è invece prestata ai proprietari. Qui lo scopo è quello di raccogliere fondi da impiegare nei mezzi di trasporto pubblici mentre avrebbe più senso se venissero investiti per fronteggiare al meglio la situazione di saturazione del traffico.Per quanto riguarda la destinazione della tassa, a mente della CATEF il concetto di “trasporto pubblico” dovrebbe comprendere anche i mezzi di trasporto collettivi dei grandi generatori di traffico o altri provvedimenti utili alle aziende per ridurre il traffico.Riteniamo poi che questa proposta sia mal conciliabile con il principio dei diritti acquisiti. Inoltre la tassa è talmente elevata da avere carattere veramente punitivo: nella peggiore delle ipotesi la sola tassa può arrivare a costare fr. 150/mese per stallo (fr. 5 x 360 giorni = fr. 1'800 : 12 mesi = fr. 150). Il proprietario di 200 posteggi dovrebbe quindi versare fr. 30'000 mensili, rispettivamente fr. 360'000 annui. Se decidesse di ripercuotere la tassa sugli inquilini, l’importo di fr. 150/stallo andrebbe ad aggiungersi alla pigione richiesta dal locatore o datore di lavoro: ad es. fr. 150 + fr. 100 = fr. 250 mese!. Anche se l’entità della tassa si situasse a metà strada sarebbe ancora elevata (fr. 90 /stallo). Un’imposizione così pesante è tanto più urtante se si considera che di regola i posteggi sono stati edificati sulla base di una licenza di costruzione che addirittura imponeva un determinato numero di posteggi per un genere di attività comunque approvato e spesso anche incoraggiato se non imposto, pena il versamento di un consistente contributo compen-sativo . Alla luce della nuova politica i suddetti importi andrebbero tramutati oggi in premi……Per quanto sopra indicato la CATEF rifiuta recisamente la proposta che ritiene rozza e mortificante per l’utente. Oltretutto una primizia a livello nazionaleNondimeno, a titolo del tutto subordinato, e nell’intento di una collaborazione veramente costruttiva per trovare una soluzione condivisibile, riteniamo che una proposta accettabile dovrebbe integrare i seguenti punti:L’assoggettamento dei grandi generatori di traffico alla “tassa” decorre a partire da un numero minimo di posteggi di 200 unità;L’entità della tassa si assesta fra fr. 1 e 1.50/stallo, unificata sia per il visitatore-consumatore che per il lavoratore.Controllo periodico da parte delle associazioni economiche di riferimento dell’offerta pubblica e della sua utenza: scadenze, scostamenti e priorità.Se il fondo è gravato da un diritto di superficie, debitore della tassa è il beneficiario del diritto di superficie.Se i posteggi sono a disposizione di un inquilino che dispone di un contratto a lungo termine, non essendo per il locatore possibile ripercuotere la tassa sull’inquilino sino alla scadenza (lontana) del contratto, la tassa verrà richiesta dall’ente pubblico al conduttore, se un eventuale aumento non fosse possibile per almeno due anni.Una riduzione consistente della tassa se dei posteggi vengono spontaneamente dismessi dal debitore della tassa.Soggetti alla tassa sono: l’utenza pubblica, parapubblica e privata, che contribuiscono tutti in egual misura alla situazione. Uniche eccezioni in aggiunta a quelle di cui al proposto art. 35d progetto legge (posteggi per attività turistiche, di svago e culturali, nonché dei luoghi di culto): i visitatori delle strutture sanitarie (ospedali e case per gli anziani) che albergano speranze e preoccupazioni. Gli impiegati di tali strutture sottostarebbero invece ovviamente alla tassa giornaliera come tutti.Una parte del provento della tassa è da destinare al sostegno della comprovata mobilità aziendale.Ringraziando per l’attenzione che riserverete alle nostre osservazioni, salutiamo con stima.La Segretaria CantonaleAvv. Renata Galfetti         Il Presidente CantonaleLic. rer. pol. Gianluigi Piazzini

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  • I proprietari immobiliari sono contrari all'assurda iniziativa sull'imposizione delle successioni e donazioni

    11 maggio 2015


    I delegati della CATEF (Camera Ticinese dell’Economia Fondiaria) riuniti in assemblea a Mendrisio raccomandano a tutti i proprietari di sostanza immobiliare ed aziendale di bocciare l’iniziativa per una nuova imposizione delle successioni e donazioni.L’iniziativa vuole imporre con un’aliquota unica del 20% tutte le successioni e donazioni con un valore complessivo superiore a 2 milioni di franchi. Proprietari immobiliari e proprietari di imprese sarebbero quindi i primi ad essere colpiti, facendo stato il valore di mercato delle proprietà aziendali e non.Si tratta di un’iniziativa rozza che non distinguendo fra i singoli eredi, mette sul medesimo piano la discendenza diretta ed il parentado lontano, imponendo con un’aliquota assurda del 20% sia i figli, come l’erede senza alcun legame col defunto.Rappresenta inoltre un pessimo segnale per il risparmio accumulato e per il capitale in generale, già tassato regolarmente e annualmente con l’imposta sul reddito, sulla sostanza, con l’imposta immobiliare e sugli utili immobiliari (TUI) in caso di rivendita. La nuova imposizione, addirittura retroattiva, toglie il fiato alla voglia di investire nell’imprenditoria di famiglia e di creare ricchezza, con il duplice rischio di allontanare il grande capitale, di cui la crescita e il benessere del nostro Paese hanno invece grande e urgente bisogno. Un ulteriore segnale che aggiunto agli interrogativi sulla nostra riservatezza e affidabilità, potrebbe purtroppo indurre persone facoltose a lasciare definitivamente il nostro territorio.Infine, un ulteriore sgarbo ai cantoni, che si vedrebbero privati della loro competenza di legiferare in ambito fiscale, perdendo così l’ennesima quota di sovranità cantonale che ha fatto grande il nostro sistema confederale. E non per nulla, i cantoni con veemenza si dichiarano contrari all’iniziativa.La CATEF, l’associazione dei proprietari immobiliari ticinesi, condivide apertamente queste considerazioni di natura macroeconomica e di economia comportamentale formulate da tutte le forze politiche borghesi, dal Consiglio Federale e dalle Camere, dai Cantoni e dalle associazioni economiche di riferimento. Uno spaccato più che significativo del nostro Paese!Lugano, 11 maggio 2015

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2014


  • Iniziativa sui globalisti: smettiamola di giocare con il fuoco

    10 novembre 2014


    Il Consiglio Direttivo della CATEF si dichiara contrario, come del resto le istituzioni politiche, all’iniziativa che chiede di abolire l’imposta forfettaria per gli stranieri che non esercitando attività lucrative possono chiedere di essere tassati sulla base del loro tenore di vita. È bene ricordare che questa metodo d’imposizione, che esiste sia a livello nazionale che cantonale, si basa su una prassi collaudata, su una precisa giurisprudenza di riferimento e non certamente sulle pacche sulle spalle.Alla raccomandazione di bocciare l’iniziativa il Consiglio è giunto tenendo presente le seguenti considerazioni:l’abolizione dell’imposizione forfettaria rappresenta una grave perdita di sovranità e rafforza il tentativo di centralizzazione e di consegna all’Altopiano;la perdita per il nostro erario cantonale, compreso l’indotto, si aggirerebbe sui 100 milioni; una cifra imponente per le già dissestate finanze pubbliche di un Cantone di fondo classifica come il nostro;rigettando l’iniziativa si evita anche di dare un ennesimo maldestro segnale a coloro che ci hanno dato fiducia e che oltre all’apporto cifrabile ci offrono entrature in tutto il mondo grazie alle loro relazioni;all’indebolimento dello Stato corrisponde uno strappo della rete sociale ed una pressione aggiuntiva per le nostre aziende impegnate a reggere il mercato.Lugano, 10 novembre 2014

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  • Nuova regolamentazione sui posteggi privati: tassa di collegamento

    27 ottobre 2014


    Con la presente il Consiglio Diretto della CATEF desidera chiarire all’opinione pubblica la posizione dell’associazione in merito alla nuova versione della tassa di collegamento prevista per i posteggi privati. Si ricorda che la Camera Ticinese dell’Economia fondiaria è l’associazione ticinese che rappresenta, oltre a migliaia di proprietari ad uso proprio ed a reddito residenziale, anche i proprietari degli immobili destinati al commercio, al terziario amministrativo ed i proprietari dei volumi aziendali veri e propri; volumi che nel complesso albergano il commercio, i servizi e la produzione, in poche parole il lavoro.Ciò premesso, la posizione nei confronti della proposta è di chiaro rifiuto.Per castigare la mobilità - in parte incartata dai funzionari stessi che hanno confuso il traffico internazionale, regionale e locale - si va a fare pagare in ultima analisi il nuovo balzello della “tassa di collegamento” al consumatore ed al lavoratore, di frontiera o locale. Un balzello che dovrebbe avere un effetto dissuasivo ma che é indirizzato prevalentemente, anche per corretta ammissione, a fare cassa. Il Governo propone infatti di tassare tutti i volumi che albergano in prevalenza il lavoro e che presentano una dotazione di oltre 50 posteggi. Va da sé che la tassa di collegamento, che per il momento dovrebbe aggirarsi attorno a Fr. 2.- per giorno lavorativo per posteggio - quindi non proprio noccioline - verrà con il tempo ripercossa in buona parte sui fruitori. Un balzello annuo ricorrente che appesantirà l'economia di produzione, dei servizi e del turismo già confrontati con un impegnativo processo di riconversione.Il Consiglio Direttivo della CATEF preavvisa negativamente la proposta formulata dal GOVERNO ed auspica che il Legislativo abbia a tornare alla definizione dei grandi generatori di traffico come intesa negli atti pianificatori. La CATEF prende anche atto con stupore dell'assordante silenzio dei sindacati e dei consumatori. Parimenti invita chi é al fronte dell'economia a favorire con fatti concludenti la mobilità aziendale come suggerita più volte dal nostro esecutivo.Lugano, 27 ottobre 2014

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2013


  • Risoluzione dell’assemblea cantonale dei delegati della CATEF

    24 maggio 2013


    L’assemblea cantonale dei delegati della CATEF, l’associazione dei proprietari immobiliari, riunita oggi a Bellinzona chiede al Governo di non aumentare le stime immobiliari senza prima averne neutralizzato l’effetto modificando le leggi ed i decreti di riferimento sia di natura fiscale che di natura sociale, onorando così la parola data pochi anni fa dal Parlamento al Paese in occasione della profonda modifica della legge stessa. Un’eventuale modifica dei valori dovrà inoltre essere preceduta da un’incisiva ristrutturazione dei meccanismi legislativi che movimentano il continuo aumento dei costi da tradursi con fatti concludenti, abbandonando le solite ricorrenti affermazioni e tener conto, in tutti i casi, delle recenti modifiche delle condizioni quadro che potrebbero a medio termine influenzare in termini oltremodo negativi il mercato ed il suo variegato comparto e di conseguenza i suoi valori. Chiede inoltre di istituire un gruppo di lavoro con le associazioni economiche di riferimento che accompagni la traduzione e l’implementazione delle nuove norme federali con incidenza territoriale. Invita pure il Parlamento ad adottare la soluzione formulata dalle Camere ed avallata recentemente dal Popolo inerente alla tassazione del plusvalore di tipo “pianificatorio”, abbandonando così la proposta con la quale si propone in pratica il raddoppio e l’estensione della tassazione anche all’edificato. L’assemblea prende atto con soddisfazione del parziale sblocco della questione dei rustici grazie all’intervento diretto del Dipartimento. Da ultimo la CATEF assicura alle istituzioni la sua piena disponibilità ed il suo impegno per contribuire a far crescere il Paese.  Bellinzona, 24 maggio 2013

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  • Stime immobiliari

    02 gennaio 2013


    Il consiglio direttivo della CATEF, l’associazione ticinesi dei proprietari di stabili, ha preso atto del decreto legislativo urgente concernente il programma di risanamento finanziario, denominato Roadmap 2013-2014 emanato dal Gran Consiglio. Con lo stesso ci si prefigge di conseguire il pareggio di bilancio con l’esercizio 2015 ed a tal fine, oltre che a raccogliere le necessarie basi conoscitive, promuove la verifica dell’intero apparato statale alla ricerca di inefficienze, di mandati “esteriorizzabili”, di meccanismi di rigore per il suo finanziamento, di condizionamenti legislativi e quant’altro per poi proporre un piano d’azionedi risanamento e di rientro nelle cifre nere.Oltre alla verifica ed all’introduzione di strumenti di controllo e di guida, il decreto cita anche l’analisi delle entrate fiscali per comprendere i margini, in modo particolare nell’ambito dell’aggiornamento delle stime immobiliari,per eventuali recuperi di introiti.Trova così conferma l’intenzione o la speranzosa prontezza ad aumentare la pressione fiscale sull’economia fondiaria e sulla sostanza immobiliare cercando qualche spiraglio per aggirare i meccanismi fissati nella legge e nell’ordinanza di applicazione.Ricordiamo che l’impianto legislativo in vigore si regge sulla “prudenzialità”e sulla schematicità e prende come riferimento la dottrina degli estimatori cantonali svizzeri.È bene inoltre ricordare che il cambiamento di sistema fu accompagnato dall’impegno del Parlamento di non approfittare del cambiamento per maggiorare le stime, considerate nella loro totalità, raccogliendo così il suggerimento espresso dal Governo.Totalità che in pochi anni ha comunque conosciuto un aumento di alcuni miliardi.Il Consiglio Direttivo si dichiara fermamente contrario ad una fiscalizzazione maggiore della proprietà immobiliare che direttamente ed indirettamente già fornisce un apporto al finanziamento dell’azienda statale cifrabile in centinaia di milioni e che nei prossimi anni conoscerà una molto probabile minusvalenza dettata dal maggior costo del denaro, dall’applicazione classica della dottrina nell’elargizione dei prestiti ipotecari, dalla crisi strutturale che già si intravvede e non da ultimo dall’applicazione dell’ iniziativa sulle residenze secondarie.A tal proposito il Consiglio Direttivo della CATEF prende atto dell’intelligente opera di sensibilizzazione del Governo all’intenzione di quei Comuni che oggi risultano congelati dall’applicazione ponte in attesa della legge prevista ad inizio 2014.L’apporto di consulenza, di trasparenza e la messa a disposizione dei dati necessari sarà di grosso sollievo per i Comuni, in valle ed in zona laghi, che sono rimasti impigliati e che dal 2013 conosceranno una sorta di blocco edilizio.Sempre rimanendo nel tema si chiede di rinunciare ad un eventuale esamedi misure coercitive, anche di natura fiscale, tese a costringere i proprietari di appartamenti di vacanza a mettere gli stessi in locazione parziale. Lugano, 2 gennaio 2013

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2012


  • Sicurezza dell'alloggio per i pensionati

    27 agosto 2012


    Il Consiglio Direttivo della CATEF, l’associazione ticinese dei proprietari immobiliari, raccomanda ai cittadini di accettare l’iniziativa popolare denominata “sicurezza dell’alloggio per i pensionati” che vuole consentire per l’appunto ai pensionati di chiedere di esentare il valore locativo dall’imposta sul reddito.La facoltà quindi, e non l’obbligo, di chiedere di non essere più tassati per l’uso della propria abitazione.Si ritiene che un popolo che regge ca. 650 miliardi in ipoteche, senza aggiungere debiti privati, aziendali e pubblici, debba considerare positivamente il completo rientro del debito da parte di persone che dopo una presenza attiva nel mondo del lavoro sceglie di privilegiare la propria casa rinunciando al consumo.Si censura inoltre gli stantii raffronti fra ricchi e poveri, fra inquilini e proprietari e fra cittadini interessanti per il prelievo ed altri meno.Come pure l’avvilente considerazione che il proprietario in là con gli anni rappresenti un ottimo substrato fiscale. La CATEF raccomanda inoltre di sostenere il credito per il semisvincolo, opera importante per il Bellinzonese ed approvata a più livelli. Non fosse il caso tutti coloro che se ne sono occupati potrebbero venir tacciati da incompetenti se non di peggio.Bellinzona se la sta giocando. IRB, semisvincolo ed officine federali!Da ultimo ci permettiamo di richiamare l’attenzione sull’ordinanza sulle seconde residenze con particolare riferimento all’elenco ufficiale dei comuni, in pratica quello pubblicato a suo tempo dalla CATEF (www.admin.ch) e sulla pubblicazione delle modifiche di alcuni articoli delle Norme di attuazione del Piano di utilizzazione cantonale dei paesaggi con edifici e impianti protetti.Sono le regole del gioco per i Rustici, quindi degne di una attenta lettura. Lugano, 27 agosto 2012

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  • Commento al voto popolare sul risparmio alloggio

    17 giugno 2012


    COMMENTO seconda VOTAZIONERisparmio alloggio La vera delusione è che l’argomento è stato affossato proprio quando stava diventando più attuale alla luce della prospettabile stretta creditizia e della limitazione del prelievo dal secondo pilastro.  Sorprende comunque il chiaro rifiuto della seconda proposta.Ciò significa che il tema risparmio-alloggio è stato consegnato alle future legislature sempre che qualcuno lo rilanci. Peccato, era un segnale per i giovani.In Ticino il sostegno è stato confermato. E di questo siamo grati all’elettore.Pur scontando la prevedibile replica a livello nazionale è indubbio che a monte vi è stato un clamoroso errore politico da parte di coloro che hanno lanciato questa  iniziativa senza coordinare il tutto con i Basilesi che difendevano il loro collaudato modello quello, per intenderci, bocciato dal popolo tre mesi fa.Insomma nel clan svizzero tedesco dei proprietari immobiliari ci si è incartati.Noi siamo andati fino in fondo non solo per onorare la parola data ed il corposo sostegno accordato qualche mese fa dai Ticinesi al risparmio alloggio ma anche convinti che risparmiare, con invito o senza invito, è sempre una cosa saggia.Specialmente con l’aria che tira!Dal profilo politico resta comunque il conforto che la sovranità cantonale è stata confermata.. CATEFIl PresidenteGianluigi Piazzini 17 giugno 2012

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  • Ordinanza sulla costruzione di residenze secondarie in consultazione

    11 giugno 2012


    Da alcuni giorni e fino al 22 giugno p.v. è in consultazione la bozza dell’Ordinanza sulla costruzione di residenze secondarie. La stessa ha da intendersi come regolamentazione “ponte” che verrà applicata fino all’entrata in vigore della legislazione d’esecuzione relativa al nuovo disposto costituzionale 75b, che deve essere adottata ed entrare in vigore al più tardi entro due anni dalla votazione popolare. Alla stesura dell’ordinanza hanno partecipato anche i promotori dell’iniziativa. Data la velocità con la quale è stata elaborata la proposta, sottoposta ad un’altrettanto rapida  procedura di consultazione, v’è da presumere che almeno in seno al gruppo di lavoro vi sia stata un’ampia concordanza sui contenuti essenziali.Non va comunque dimenticato che gli elementi cardini dovranno essere confermati e se del caso precisati con la promulgazione della legge d’esecuzione - una sorta di Lex Furgler per la seconda residenza secondaria - che farà perno su un controllo rigoroso anche a livello di Registro Fondiario. Nei suoi contenuti, la proposta limita l’applicabilità alla nuova produzione in ossequio all’obiettivo cardine di non ampliare i volumi da destinarsi alla seconda residenza nelle zone che superano la quota del 20%. All’esistente verrà quindi concesso il giusto spazio di manovra per aggiornare le destinazioni risolvendo così, almeno per questo comparto, i problemi in caso di eredità o di cambiamento di destinazione, in funzione della domanda e soprattutto del degrado. L’ordinanza definisce come residenza secondaria le abitazioni il cui  fruitore non è domiciliato nel Comune.Quindi per il momento si tratta di una definizione a banda larga anche se si intravvedono gli elementi guida di un’interpretazione futura nell’articolo 5 che prevede delle eccezioni per abitazioni secondarie sfruttate a scopi turistici “qualificati”,  in appoggio al turismo.Nell’ordinanza si invitano inoltre i Cantoni ed i Comuni ad adottare misure “pianificatorie” per l’esistente per impedire sviluppi indesiderati ed abusi. Non va inoltre dimenticato l’imperativo della recente modifica della legge sulla pianificazione che obbliga già i Cantoni a disciplinare la seconda residenza tramite i rispettivi piani direttori cantonali.Con ciò non vorremmo che il nostro Governo abbia a ripescare in modo intempestivo l’abituale spirito del primo della classe anticipando, come è già stato fatto nell’ambito della fiscalizzazione delle plusvalenze edificatorie, la lettura appropriata delle norme fiancheggiatrici. E’ poi sempre pendente una seconda iniziativa, ossia quella che chiede di bloccare per 20 anni le zone edificabili. Per la stessa è stato elaborata una proposta di controprogetto che prevede l’inasprimento delle norme tese a limitare le attuali zone edificabili, accompagnato da un pesante armamentario per indurre a edificare le riserve di terreno secondo un disegno di pochi addetti ai lavori.Un turbine di misure coercitive con il proposito di dezonare e congelare i terreni a favore di altre zone da privilegiare secondo un disegno di pochi. Berna ed il Parlamento tentano quindi ancora la stessa via. Contrabbando di norme pianificatorie - quindi maggiore potere a pochi funzionari - nella speranza che i promotori dell’iniziativa la ritirino. Con la differenza che il politico prima consolida il tutto, poi tratta sul ritiro che non potrà che essere condizionato.È la stessa strategia adottata per le residenze secondarie.In tutti i casi la CATEF deplora la strategia del portarsi a casa sempre più potere da parte dell’amministrazione e non accetta l’armamentario proposto che lede i diritti della proprietà e limita pesantemente la volontà d’investire.La CATEF assicura già sin d’ora il suo sostegno ad un più che probabile Referendum.Meglio il confronto davanti al popolo sovrano che sottostare al diktat dell’emergenza. Da ultimo, in vista della votazione del 17 giugno p.v. la CATEF chiede al popolo ticinese di rinnovare il sostegno al risparmio da indirizzare alla propria prima abitazione in proprietà. Agli argomenti noti da tempo si aggiungono ora una prospettata stretta creditizia e la conferma della volontà di limitare il prelievo anticipato del risparmio previdenziale.Quindi l’iniziativa “Accesso alla proprietà grazie al risparmio per l’alloggio” è più che attuale.A dir la verità lo era già prima ma qualcuno ha fatto il morto! Lugano, 11 giugno 2012

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  • Residenze secondarie

    18 aprile 2012


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  • Iniziativa “Basta con la costruzione sfrenata di abitazioni secondarie”

    13 febbraio 2012


    Il Consiglio Direttivo della Camera Ticinese dell’Economia Fondiaria CATEF,l’associazione ticinese dei proprietari immobiliari, condivide la raccomandazione espressa dalle autorità federali, dai Direttori Cantonali dell’Economia e da innumerevoli associazioni nazionali di riferimento, di respingere l’iniziativa “Basta con la costruzione sfrenata di abitazioni secondarie”. Riferita alla nostra realtà l’accettazione dell’iniziativa comporterebbe un drammatico congelamento del mercato della seconda residenza per lo svago ed il riposo e ad uso aziendale, che fra l’altro limita il pendolarismo che gli stessi ambientalisti definiscono “parassitario”. Sulla base dei dati federali i centri urbani non verrebbero toccati più del tanto.Non così per i Comuni a lago o con contenuti turistici nei quali la residenza secondaria verrebbe in  pratica vietata.I Comuni di Montagna, dove fra l’altro buona parte dei Ticinesi hanno la propria residenza secondaria, essendo gli stessi ben al di sopra della quota del 20%, verrebbero condannati ad un sicuro declino non potendo più far perno sulla riqualifica dei volumi già esistenti sulle nuove costruzioni. Venendo meno la forzata volontà di investire l’artigianato locale si vedrebbero ridurre pesantemente le commesse e con la conseguente contrazione del lavoro la residenza primaria perderebbe paradossalmente ancora più di attualità.È bene ricordare che la limitazione della destinazione comporterebbe un’importante limatura a lungo termine dei valori della sostanza a scapito della forza contrattuale dei Comuni e dei proprietari stessi. Per quanto riguarda i rustici, tipici volumi ad occupazione saltuaria, l’accettazione dell’iniziativa ne impedirebbe di fatto la commercializzazione ed il recupero, di per sé già dispendioso. Tutto quanto premesso e tenendo presente che la nuova Legge sulla pianificazione in vigore imporrà ai Cantoni entro il 2014 l’aggiornamento dei Piani Direttori per disciplinare la seconda residenza, la CATEF invita a respingere con decisione questa iniziativa Per quanto riguarda il tema del risparmio alloggio per l’acquisto della prima abitazione primaria, la CATEF ricorda che l’iniziativa è indirizzata a giovani famiglie che alla luce dell’importo massimo accantonabile non possono certo essere annoverate nel ceto abbiente.È un invito al risparmio mirato quindi un segnale importante.Ancora più importante dal momento che le autorità politiche intenderebbero quanto prima limitare se non vietare il prelievo anticipato del risparmio previdenziale da destinare all’abitazione primaria, cui attualmente moltissimi acquirenti fanno ricorso. Lugano, 13 febbraio 2012

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2011


  • Chiusura dei conti 2010 dello Stato

    05 aprile 2011


    La CATEF, la Camera Ticinese dell’Economia Fondiaria, ha preso atto con soddisfazione della buona chiusura dei conti 2010 dello Stato, l’azienda della Comunità.Si registra un disavanzo contenuto, non da ultimo anche per la straordinaria tenuta dell’economia fondiaria, la quale – è bene ricordarlo – solo in imposte sugli utili immobiliari (ex-plusvalore), in tasse d’iscrizione a registro fondiario e con il supplemento d’imposte immobiliari, ha assicurato un introito all’erario di 162,2 milioni.Considerando anche il fatturato dell’edilizia, la cui committenza principale è il privato, e la tassazione sulla sostanza immobiliare con il suo reddito - che rappresenta il 60% della ricchezza del ticinese - le tasse di successione - che in buona parte si riferiscono a beni immobiliari - l’importo di cui sopra supera ampiamente i 200 milioni.Senza scomodare le imposte comunali, per le quali giocano un ruolo importante anche l’imposta immobiliare, l’economia fondiaria ed i proprietari immobiliari che la compongono si confermano come cespite di riferimento a supporto del bene comune e del risparmio privato e collettivo.Da ultimo la CATEF auspica, scontando il riflusso della crisi e la situazione di stallo in cui ci troviamo, un maggiore rigore nel contenimento dei costi.Ciò a maggior ragione quando il calo delle sopravvenienze e l’aumento generale degli oneri finanziari dovessero incagliare il Paese nelle cifre rosse.Pur con questa riserva la CATEF sottolinea come il nostro Paese, pur rimanendo sul crinale, sia riuscito finora a passare senza particolari scossoni gli anni della crisi.Una rendita non indifferente per una politica lungimirante.

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  • Regio insubrica, Gottardo e relazioni con l’Italia preoccupano le associazioni economiche

    18 marzo 2011


    Regio insubrica, Gottardo e relazioni con l’Italia preoccupano le associazioni economiche Riunitesi il 16 marzo 2011, le principali associazioni economiche cantonali – l’Associazione bancaria ticinese (ABT); l’Associazione industrie ticinesi (AITI); la Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del cantone Ticino (Cc-TI); la Camera ticinese dell’economia fondiaria (CATEF) e la Società impresari costruttori sezione Ticino (SSIC-TI) – hanno espresso perplessità sul ruolo della Regio Insubrica e sulla decisione del Consiglio di Stato di abbinare la funzione di Segretario della Regio Insubrica a quella di Delegato del Cantone per i rapporti transfrontalieri. La riunione è stata pure l’occasione per ribadire la necessità di completare con un secondo tubo la galleria del Gottardo per evitare un isolamento del cantone Ticino per tre anni, ciò che avrebbe conseguenze catastrofiche per l’economia cantonale e la popolazione ticinese. Infine, sono state oggetto di discussione le relazioni con l’Italia ed in particolare la tematica delle black list. Le perplessità sul ruolo della Regio Insubrica sono legate al fatto che gli attori italiani hanno interessi, aspettative e competenze in parte profondamente differenti (se non addirittura opposte) da quelle degli attori svizzeri. Queste differenze potrebbero anche minare alla base lo spirito di collaborazione che dovrebbe invece rappresentare il punto cardine delle relazioni fra i due paesi a livello transfrontaliero. E’ pertanto necessario riflettere se non si il caso di convogliare energie e mezzi finanziari piuttosto su altri canali che potrebbero essere più efficaci. Le associazioni economiche di riferimento giudicano inoltre poco opportuno abbinare la funzione di Segretario della Regio Insubrica a quella di Delegato del cantone Ticino per i rapporti transfrontalieri, nella misura in cui potrebbe venirsi a creare un forte conflitto di interessi. Da un lato il Segretario della Regio Insubrica, chiamato a promuovere e sviluppare relazioni e temi che dovrebbero accomunare Svizzera e Italia, dall’altro la medesima persona, nella funzione di Delegato del cantone Ticino per le regioni italiane di confine, che dovrebbe invece operare nell’esclusivo interesse del nostro Cantone. Le associazioni economiche di riferimento mantengono inoltre forte attenzione sul tema dell’inserimento della Svizzera nelle “black list” italiane e stanno operando, anche tramite il proprio Delegato avv. Michele Rossi, d’intesa con le autorità federali a Berna e le autorità diplomatiche svizzere in Italia, nonché a livello politico con la Deputazione ticinese alle Camere federali. Lo scopo è di ottenere che la Svizzera attui la giusta quanto necessaria pressione sul Governo italiano allo scopo di eliminare gli ostacoli, illegali e non, e gli ostruzionismi che stanno minando la serenità dei rapporti politici fra i due paesi e gli interscambi a livello commerciale. Le associazioni economiche di riferimento appoggiano in particolare anche gli interventi dei Consiglieri nazionali Ignazio Cassis e Norman Gobbi, che si sono fatti promotori a livello federale di alcune domande e di atti formali sulla tematica delle “black list” e sulla questione del ristorno dell’imposta alla fonte percepita sui lavoratori frontalieri. Per quanto concerne la questione della realizzazione di un secondo tunnel autostradale al San Gottardo, le associazioni economiche cantonali si stanno muovendo in forma congiunta e coordinata sia nel cantone Ticino che a livello nazionale nei gremi politici ed economici. In questo contesto, la popolazione ticinese è invitata a sostenere la petizione lanciata da Gioventù liberale radicale ticinese, con la quale si chiede di evitare una chiusura della galleria del Gottardo per novecento giorni. Infine, le associazioni economiche cantonali chiedono che nella nuova legislatura si torni rapidamente a discutere di politica fiscale ed in particolare di sgravi mirati. In questo senso si auspica che l’iniziativa per nuovi sgravi fiscali lanciata dalla Lega dei Ticinesi, pur con qualche riserva concernente in particolare la necessità di correggere verso l’alto la quota esente d’imposta, sia meritevole di essere sottoposta al giudizio del popolo ticinese. Lugano, 18 marzo 2011

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2010


  • Risanamento della galleria autostradale del San Gottardo e sistema viario principale

    21 dicembre 2010


    900 giorni di gelata Il Consiglio di Stato ha comunicato di aver preso atto con viva preoccupazione del rapporto presentato dal Consiglio federale sul risanamento della galleria autostradale del Gottardo. Al riguardo i membri del Consiglio Direttivo della Camera Ticinese dell’economia fondiaria - CATEF si sono chiesti se l’attesa di una decisione ormai scontata non abbia fatto perdere del tempo prezioso per gestire ed orientare una situazione che si sta ora rivelando estremamente preoccupante per la nostra economia e per la nostra forza contrattuale, che si sta già indebolendo.Il Consiglio Direttivo della CATEF, l’associazione ticinese dei proprietari immobiliari, alla luce delle risultanze del rapporto e di alcune dichiarazioni d’oltre Gottardo, chiede di attivarsi al massimo nel tentativo di convincere il Consiglio Federale ad imboccare la soluzione, seppur vincolata nel suo uso, del doppio tunnel.Parallelamente, nella denegata ipotesi di una totale chiusura, chiede che si inizi a studiare scenari per evitare la gelata dei “900” giorni con la collaborazione delle associazioni economiche di riferimento. Associazioni, che saranno poi chiamate a predisporre e realizzare tutte le misure di tenuta di loro competenza. Dopo la scivolata lunga sull’ALPTRANSIT siamo purtroppo confrontati con un’altra sorpresa, se così si può ancora definire, per quanto riguarda il sistema viario principale.Per quello regionale v’è da sperare che il collegamento per il Locarnese non venga anch’esso travolto. È un momento di stallo che va esaminato nel suo complesso con la descrizione motivata degli scostamenti sui singoli programmi. Ed è un compito del Parlamento, l’unico deputato al controllo!A poco serve la qualifica del primo della classe, da tempo adottata!A comprova si segnala il nuovo disegno di Legge sullo sviluppo territoriale che anticipa parzialmente quella federale, che non ha nemmeno superato lo scoglio della procedura di consultazione e non per nulla il Consiglio Federale l’ha ritirata tentando ora di farla passare a spizzico... Lugano, 21 dicembre 2010

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  • Iniziativa “per imposte più eque”

    15 novembre 2010


    La Camera Ticinese dell’Economia Fondiaria (CATEF), l’associazione ticinese dei proprietari immobiliari, invita i proprietari a respingere l’iniziativa della sinistra denominata “per imposte più eque” iniziativa che chiede un livellamento dell’imposizione dei ceti medi superiori e degli abbienti in urto con la sempre decantata sovranità cantonale.Sovranità cantonale che è il più importante collante del nostro Paese federalista e che viene continuamente richiamata contro il centralismo della Confederazione.D’altra parte tutti i partiti, fatta eccezione delle formazioni “iniziativiste”, il Consiglio Federale e soprattutto la Conferenza dei Presidenti Cantonali, sono fortemente avverse all’iniziativa e raccomandano di non accettarla.Gli “iniziativisti” riconoscono che una percentuale ridotta di contribuenti fornisce una buona parte dei mezzi per il funzionamento dei servizi pubblici e per la ridistribuzione (vedi socialità).Un segnale negativo potrebbe quindi convincere una parte di questa categoria a porre mano ad altre soluzioni oppure semplicemente a cambiare paese. L’effetto perverso di questa iniziativa è che avrà per conseguenza un aumento delle imposte anche per i ceti medio-bassi.Il Paese ha in primo luogo bisogno di produrre e meno di distribuire il provento della sostanza, come pure ha bisogno del talento e della voglia di investire. Lugano, 15 novembre 2010

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  • Piano Energetico Cantonale

    10 novembre 2010


    Il Consiglio direttivo della Camera Ticinese dell’Economia Fondiaria (CATEF), l’associazione che da 50 anni difende i proprietari immobiliari ticinesi, dichiara il suo pieno appoggio ai ricorrenti contro il piano di utilizzazione cantonale dei paesaggi con edifici ed impianti protetti. Ricorda che in più occasioni la CATEF aveva reso attenti al pericolo che una parte riqualificabile della sostanza al piano andasse persa, pericolo che si è poi attualizzato. Ritiene inoltre che in considerazione dell’elevato interesse, l’opinione pubblica meriti di essere informata sui contenuti essenziali del ricorso cautelativo inoltrato dal Dipartimento Federale. La CATEF ha fatto pervenire le sue considerazioni sul piano energetico ai competenti Dipartimenti ed è giunta alla conclusione che l’esercizio vada rifatto tenendo anche presente la grande potenzialità del risparmio e del progresso tecnico.Inoltre l’obiettivo della copertura dell’approvvigionamento non può legittimare la volontà di esplorare le diverse opportunità di produzione di scarso ritorno e poco perseguibili con un territorio ridotto come il nostro; neppure può confermare il campo operativo della nostra azienda elettrica cantonale.L’auspicio è che si possa in  futuro focalizzare obiettivi fattibili a livello tecnico, con resa economica sostenibile ed archi temporali difendibili tenendo presente l’”accettanza” politica e la conformità con la politica nazionale.La CATEF, tenendo presente il dispendio energetico della sostanza immobiliare e del suo arredo ha chiesto al Dipartimento di venire coinvolta nella concretizzazione di una strategia di rinnovamento della sostanza immobiliare che, con particolare riferimento agli immobili d’appartamenti ed agli immobili aziendali, sia commisurata e condivisa.Il Consiglio Direttivo dà atto al Dipartimento di avere elaborato un documento molto interessante e completo, che sicuramente rappresenta la base di partenza per la definizione di una strategia fattibile e condivisa con le associazioni economiche di riferimento. Il Governo ha pubblicato il preventivo 2011. Lo stesso conferma il risultato negativo della gestione corrente che, dopo gli ammortamenti amministrativi, è cifrabile in ca. 133 milioni. Questo risultato non concorre di certo al finanziamento degli investimenti e non alleggerisce il debito pubblico.Il risultato globale certifica che l’aumento delle uscite non è ancora sotto controllo.Va inoltre sottolineato che la solida tenuta dell’economia ha permesso di salvaguardare l’ottimo grado di socialità, anche se comunque in futuro non si potrà fare a meno di una maggiore disciplina nel gestire le risorse affidate. In altre parole, l’adozione di misure per frenare l’indebitamento e la focalizzazione delle priorità per il Paese abbandonando le inutili forzature emotive.Dal preventivo 2011 emerge che l’economia fondiaria ed il suo mercato garantiscono all’erario cantonale ca. Fr. 175 mio (tassa sigli utili immobiliari, tasse di registro e imposta immobiliare delle persone giuridiche) senza calcolare l’indotto fiscale rappresentato dalle costruzioni e dalla loro manutenzione (artigiani e materiali), l’imposizione sul reddito della sostanza immobiliare e della sostanza stessa (il 65% della sostanza dei ticinesi è nel mattone).Senza dimenticare il contributo a livello comunale!L’economia fondiaria conferma quindi la sua forza contrattuale cifrabile in un terzo di miliardo garantendo nel contempo lavoro per migliaia di artigiani. Lugano, 10 novembre 2010

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  • Entrano nella fase finale le manifestazioni per commemorare i 50 anni della CATEF

    19 ottobre 2010


    La Camera Ticinese dell’Economia Fondiaria (CATEF) - l’Associazione ticinese dei pro-prietari immobiliari del Ticino - è da 50 anni al servizio dei proprietari del Cantone. Se nei primi anni la sua attività si concentrava essenzialmente in battaglie politiche in dife-sa della proprietà immobiliare, essa si è presto estesa, rendendo l’associazione l’interlocutrice di riferimento per i proprietari con proprietà in Ticino, per le autorità pubbli-che cantonali e nazionali, per i politici, per i media e per i vertici delle altre associazioni immobiliari a livello nazionale. La CATEF è presente con funzione paritetica in ogni ufficio di conciliazione per le vertenze in materia locativa, dispone di un contratto tipo di locazione e di modulistica utile per l’amministrazione di stabili, garantisce ai suoi soci una collaudata consulenza, specie in ambito locativo e condominiale, informa i suoi aderenti in merito alle novità tramite il bime-strale “Economia Fondiaria”, con circolari apposite e con serate organizzate dalle sue se-zioni territoriali. La CATEF collabora ed è presente ormai da decenni in seno a commis-sioni o gruppi di lavoro federali e cantonali, permanenti o ad hoc e inoltra le sue osserva-zioni nelle procedure di consultazione cantonali e federali. L’associazione difende con impegno da ben 5 decenni la proprietà immobiliare, lasciando però ai professionisti il campo operativo, segnatamente l’amministrazione immobiliare, le stime immobiliari, la rappresentanza legale, la sorveglianza di lavori di ristrutturazione ecc. Questa indovinata complementarietà è a tutto vantaggio dell’utenza, in quanto garantisce l’assoluta indipendenza. Nell’anno del suo 50°, l’associazione ha sottolineato l’importante traguardo con diverse manifestazioni, non ancora del tutto concluse. A inizio anno abbiamo contribuito a lanciare la discussione sulle finanze del Cantone pub-blicando il riassunto dello studio del prof. Dr. Marco Bernasconi, che sulla base delle risul-tanze del confronto fiscale intercantonale suggerisce degli sgravi fiscali per evitare la fuga di contribuenti. In primavera siamo stati presenti ad Immoepo. In occasione dell’assemblea cantonale abbiamo avuto come gradito ospite il Dott. Fabrizio Grillo, Responsabile dello sviluppo del tema e delle relazioni istituzionali di EXPO 2015, che ha illustrato i progetti per l’importante manifestazione universale del 2015 e le sue ricadute per il Ticino. In esta-te abbiamo festeggiato unitamente ai soci con una bellissima uscita sul lago di Lugano. Nell’ultimo trimestre chiuderemo i festeggiamenti con l’invio ai soci del libretto delle dispo-sizioni legali applicabili in ambito locativo, aggiornato. Le cinque sezioni organizzeranno dal canto loro delle manifestazioni, nel corso delle quali ciascuna devolverà a degli enti benefici da loro designati, un’offerta di fr. 3'000 - per un totale di fr. 15'000 stanziati dalla CATEF cantonale. Informazioni più precise seguiranno direttamente dalle sezioni. Lugano, 19 ottobre 2010

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  • La CATEF da 50 anni al servizio della proprietà immobiliare

    27 gennaio 2010


    Esattamente 50 anni orsono e meglio il 28 gennaio 1960, i proprietari immobiliari ticinesi costituirono la FTEF - Federazione ticinese dell’Economia fondiaria, con lo scopo di tutelare gli interessi dei proprietari fondiari del Ticino. Per poter migliorare i servizi ai soci, i promotori decisero poi di trasformare la federazione in un’associazione, cosicché in data 2 maggio 1974 venne fondata in sostituzione della FTEF, la CATEF - Camera ticinese dell’Economia fondiaria, un’associazione di persone e non più di associazioni. Fra le “battaglie” condotte dalla FTEF si ricordano a livello federale l’opposizione all’inizia-tiva denominata “contro la speculazione fondiaria” (nel 1967) e contro le iniziative “per il diritto all’abitazione” e “per la protezione della famiglia” (nel 1970); a livello cantonale, il referendum contro la nuova Legge tributaria del 1965, l’opposizione alla Legge Urbanistica, l’impegno per poter rappresentare i locatori negli uffici di conciliazione in materia locativa. La FTEF merita pure il plauso di avere ideato un contratto tipo di locazione allora del tutto innovativo, che costantemente aggiornato, è quello in vigore ancora oggi. La costituzione della CATEF ha permesso di proseguire l’impegno politico e istituzionale, garantendo nel contempo ai soci anche un’ottima consulenza - segnatamente in ambito locativo e condominiale - una migliore informazione in tema immobiliare, un contratto di locazione e numerosi altri moduli sempre aggiornati all’evoluzione della giurisprudenza e dei tempi. Per svolgere al meglio i suoi molteplici compiti e per adempiere allo scopo sociale della tutela della proprietà immobiliare e del promovimento del benessere econo-mico mediante la diffusione della proprietà fondiaria, la CATEF ha vieppiù sviluppato la sua attività divenendo sempre più attiva su più fronti: collaborando ormai da anni in seno a commissioni e gruppi di lavoro federali e cantonali, permanenti o ad hoc, inoltrando le sue osservazioni nelle procedure di consultazione cantonali e federali, tutelando i locatori in seno agli uffici di conciliazione, diventando l’organo di riferimento in ambito immobiliare cantonale per le autorità cantonali, nazionali, e per i media. I temi di cui si è maggiormente occupata sono stati: il diritto di locazione, perennemente in revisione e in discussione, il condominio, l'alloggio sussidiato e il suo rapporto con gli alloggi sul mercato libero, le stime immobiliari, l'onere fiscale relativo alle proprietà, oltre alla pianificazione del territorio, all’acquisto di fondi da parte di persone all'estero, alle residenze secondarie e ai rustici, alla legge edilizia, al diritto fondiario rurale ecc.Il Consiglio Direttivo della CATEF ha deciso di sottolineare l’importante ricorrenza con una serie di azioni sparse sull’arco dell’anno. Dapprima con un importante contributo alla discussione in seno all’opinione pubblica sul tema delle finanze pubbliche, indispensabili per il corretto funzionamento dello Stato. La pubblicazione contiene la sintesi dello studio allestito dal prof. Dr. Marco Bernasconi e dai suoi collaboratori su incarico del Governo cantonale, inteso ad illustrare la situazione fiscale ticinese nel confronto intercantonale e le misure più adatte per evitare la fuga di contribuenti dal Ticino. Soci e amici riceveranno la pubblicazione nei prossimi giorni. Altre manifestazioni commemorative seguiranno nel corso dell’anno.

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2009


  • Controproposta del Consiglio Federale all'iniziativa popolare "sicurezza dell'alloggio per i pensionati".

    13 novembre 2009


    Controproposta del Consiglio Federale all'iniziativa popolare "sicurezza dell'alloggio per i pensionati". Per altri articoli sul tema clicca qui: Comunicati stampa La sostanza immobiliare apporta al fisco cantonale oltre 325 milioni. Il Consiglio Direttivo della CATEF - l’Associazione ticinese dei proprietari immobiliari - nella sua riunione di ieri ha esaminato la controproposta del Consiglio Federale all’iniziativa popolare federale “Sicurezza dell’alloggio per i pensionati” con la quale si postula di concedere al proprietario in età AVS la facoltà di chiedere l’esonero dall’imposizione del valore locativo rinunciando, in contropartita, alla deducibilità degli oneri ipotecari e assicurativi e delle spese di manutenzione che superassero fr. 4'000 annui (rimanendo invece integralmente deducibili le spese per le misure di risparmio energetico, per la protezione dell’ambiente e per la conservazione dei monumenti storici). Per la CATEF questa proposta, oltre che ad essere semplice e non imperativa, è rispettosa della terza età, la quale ha già pagato dazio alla comunità. Non la pensa così il Consiglio Federale che propone anch’esso l’abrogazione del valore locativo, ma per tutti i proprietari e a condizioni tali che si rivelano vessatorie per i proprietari della propria residenza. Fra queste è proposto di eliminare integralmente la deducibilità delle spese di manutenzione, ciò che potrebbe rivelarsi un segnale pessimo per l’artigianato. Particolarmente criticabile è poi il suggerimento rivolto ai Cantoni turistici come il nostro, di introdurre una tassazione speciale per le seconde residenze. Il Consiglio direttivo conferma pertanto il suo appoggio integrale all’iniziativa popolare. Nella medesima seduta ha pure preso atto che nel preventivo cantonale per il 2010 sono stati inseriti quasi 150 milioni di franchi derivanti dalle tasse di registro fondiario, dall’imposta sugli utili immobiliari e dall’imposta immobiliare cantonale per le persone giuridiche. Ciò, costituisce l’ennesima conferma che l’economia fondiaria e la proprietà immobiliare, oltre che a garantire lavoro, costituiscono uno dei cespiti più importanti per l’erario. Conferma pure la tesi più volte sostenuta, secondo cui, aggiungendo alle voci di cui sopra il formidabile indotto fiscalizzabile derivante dalla produzione di sostanza immobiliare e dalla manutenzione di quella esistente - come pure le imposte immobiliari comunali e balzelli vari - l’apporto all’erario cantonale, supera i 325 milioni! Da ultimo il Consiglio Direttivo si dichiara preoccupato per il ritardo che si registra nella progettazione e nella realizzazione delle grandi opere, incartate in eccessivi garantismi e sempre più esposte al calendario nazionale, con conseguente decurtazione dei sussidi preventivati. Lugano, 13 novembre 2009

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2006


  • Incontro fra le associazioni economiche cantonali per un esame dell'attuale momento congiunturale

    22 giugno 2006


    Si è tenuto oggi uno dei consueti incontri fra le associazioni economiche cantonali di riferimento (ABT Associazione bancaria ticinese, AITI Associazione industrie ticinesi, CATEF Camera ticinese dell'economia fondiaria, CCIA-TI Camera di commercio, dell'industria e dell'artigianato del Cantone Ticino e SSIC Società svizzera impresari costruttori, Sezione Ticino), durante il quale sono stati verificati in modo approfondito gli elementi fondamentali dell'attuale momento congiunturale. Si è avuto modo di constatare con piacere una tendenza sostanzialmente positiva dell'andamento generale. In questo migliorato contesto economico è stata pure attentamente analizzata l'annosa questione delle finanze cantonali e del loro profondo deficit. Anche alla luce del recentissimo dibattito parlamentare sul Consuntivo 2005 del Cantone, le associazioni economiche hanno colto l'impressione che l'attenzione sul rigore finanziario stia venendo meno. Alfine di perseguire l'obiettivo di risanamento dei conti, l'ultima operazione prima della fine della legislatura sarà l'allestimento del Preventivo dell'anno elettorale 2007 e tutte le aspettative dell'economia cantonale sono perciò rinviate al prossimo mese di settembre, termine entro il quale il Governo ha assicurato la presentazione del messaggio al Gran Consiglio sul Preventivo 2007. Come più volte assicurato dal Governo cantonale, è proprio nella fase immediatamente precedente la presentazione di tale documento, che le associazioni economiche si attendono di essere consultate. Le preoccupazioni principali dell'economia sono legate al già annunciato aumento dei contributi in campo sociale, alla diminuzione degli investimenti pubblici e, in prospettiva futura, alla prevista decadenza di alcune misure di risparmio. D'altra parte, molto apprezzata è la ferma, chiara ed unanime volontà governativa di non aumentare la pressione fiscale delle persone fisiche e giuridiche, come da sempre postulato dalle nostre associazioni, alfine di mantenere la competitività del nostro tessuto economico e per favorire la ripresa e l'occupazione. Infine, attenzione e riflessione sono state dedicate all'importanza delle grandi opere infrastrutturali e agli sforzi finanziari che dovranno essere prodotti per sostenere tale programma. Lugano, 22 giugno 2006

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2005


  • Proposta di modifica del diritto di locazione e possibile inasprimento della pressione fiscale

    07 dicembre 2005


    Il Consiglio Direttivo della CATEF ha preso atto dell'avvio della procedura di consultazione per la modifica del diritto di locazione che propone due metodi alternativi per fissare le pigioni, ossia quello delle pigioni indicizzate e quello delle pigioni commisurate ai costi.Questo sistema duale trova l'accordo di principio da parte della CATEF anche se il primo metodo, che prevede lo svincolo della pigione dai tassi ipotecari e il suo adeguamento in base al rincaro, viene considerato più semplice ed immediato.Si ricorda che le modifiche proposte scaturiscono da un costruttivo confronto fra i rappresentanti degli inquilini ed i rappresentanti dei proprietari con la conduzione del Dipartimento Federale competente.L'adesione di principio è ovviamente subordinata all'esame di tutti gli elementi di giudizio, esame che verrà affrontato da un'apposita commissione interna incaricata di elaborare la presa di posizione della CATEF per la citata procedura di consultazione. Il Consiglio Direttivo ha pure preso atto della incauta e unilaterale apertura dell'Associazione industrie ticinesi AITI sul tema di un possibile inasprimento della pressione fiscale.Questa apertura non tiene conto del patto sottoscritto l'anno scorso con il Governo, le forze sociali e politiche, la Camera di Commercio, la CATEF e l'AITI, che era condizionato al contenimento della spesa pubblica e con un arco temporale di tre anni.E' un patto che sta alla base di una concertazione politica, che onora il senso di responsabilità delle parti ed è supportato da un preciso impegno del Governo e del Parlamento, teso a garantire al Paese finanze equilibrate ed in sintonia con la reale forza del Paese.La sostanza immobiliare delle persone giuridiche ha già subito come da accordo un pesante aumento della pressione fiscale ed in nessun caso chi la rappresenta è disposto ad aderire a qualsiasi apertura o peggio ancora alla riproposta di un analogo programma.Un'eventuale adesione non solo non sarebbe di principio proponibile ma sarebbe in urto con il patto sottoscritto.Da qui lo sconcerto nei confronti della classe dirigente dell'AITI che oltretutto non ha ritenuto necessario interpellare per questa malaccorta presa di posizione le altre forze che hanno sottoscritto il patto.

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  • Si alla modifica della Legge Tributaria e no all'iniziativa "I soldi ci sono"

    04 maggio 2005


    La CATEF, Camera Ticinese dell'Economia Fondiaria, forte del fatto che ha aderito al patto sottoscritto con i rappresentanti del mondo del lavoro e dell'economia, e nonostante il pesante sacrificio richiesto alla sostanza immobiliare, raccomanda una forte adesione alla proposta governativa avallata dal Parlamento. La non osservanza del patto e lo sfregio alle istituzioni sarebbero un pessimo segnale per tutti, anche al di là dei nostri confini. Simile segnale comprometterebbe l'impegno per riposizionare il nostro Cantone confrontato, come altri, alla competizione in atto. La coesione si onora in primo luogo con quanto concordato. Non fosse il caso, la volontà e gli sforzi per trovare soluzioni concertate verrebbero meno, con tutte le conseguenze facilmente immaginabili. La CATEF raccomanda pertanto un convinto SI' alla modifica della Legge tributaria, modifica che rispecchia il patto convenuto, ed un convinto NO all'iniziativa "I soldi ci sono", iniziativa che in pratica vanifica quanto faticosamente concordato nell'interesse comune!

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  • Della proposta di tassare con 9 cts/l l'olio combustibile e d'introdurre il centesimo climatico per il carburante

    24 marzo 2005


    Nel rispetto del protocollo di Kyoto il Consiglio Federale ha deciso di sottoporre alle Camere una proposta che sposti il baricentro sul combustibile utilizzato dagli impianti di riscaldamento degli edifici o della produzione industriale. Alfine di ridurre le emissioni inquinanti, l’Esecutivo propone in sostanza al Parlamento che ogni litro di olio combustibile venduto in Svizzera venga tassato di 9 centesimi mentre alla vendita di carburante venga applicato il centesimo climatico. La CATEF si dichiara sorpresa della prima misura che è irriguardosa nei confronti dell'utenza, chiamata a sopportare questi nuovi costi, e della sostanza immobiliare in generale. Aggiungasi poi che gli attuali costi di costruzione per la nuova produzione sono già attualmente elevati, proprio per ossequiare alle norme emanate per contenere l'inquinamento che viene attribuito ai costruendi edifici. Con questa variante il Consiglio Federale è consapevole che si verificherà un nuovo aumento dei costi abitativi sia per i proprietari del proprio alloggio che per gli inquilini. Ancora una volta saranno quindi delle decisioni politiche e non gli operatori a contribuire all’aumento delle spese dell’alloggio. La CATEF auspica che il dibattito parlamentare crei chiarezza sul tema e che gli obiettivi guida che vengono fissati siano praticabili; che si privilegino interventi semplici e di facile traduzione e che si rinunci così all’introduzione di una sorta di ennesimo "sovradazio" che si afferma persino incentivante! Non appena gli elementi che caratterizzano questa proposta saranno pubblicati con il messaggio alle Camere saremo in grado di sciogliere le riserve e pronunciarci con maggiore decisione.

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